11 Ottobre Ott 2017 1731 11 ottobre 2017

Femminismo: i 10 libri da leggere assolutamente

Una lista stilata dal Guardian, che ha selezionato i testi che hanno cambiato il modo di pensare delle donne.

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Femminismo libri

Se ci fosse un premio per la parola più inflazionata degli ultimi 12 mesi, 'femminismo' lo vincerebbe probabilmente a mani basse. Il 2017, con l'elezione di Trump a presidente degli Stati Uniti, l'adattamento televisivo di un classico della letteratura femminile come Il racconto dell'Ancella e il succeddersi di dichiarazioni pubbliche in favore del girl power, è sicuramente l'anno in cui essere donna è diventato motivo d'orgoglio e non più di vergogna. Una (sovra) esposizione mediatica che per quanto potente, ha bisogno di un fondamento fatto di sostanza. Il Guardian, in questo senso, ha realizzato una lista dei 10 libri fondamentali del movimento, ricordando le autrici e pensatrici che hanno contribuito a creare un pensiero critico femminile.

THE SECOND SEX, DI SIMONE DE BEAUVOIR (1949)

In Italia è stato pubblicato con il titolo Il secondo sesso, ed è considerato uno dei libri cardine del movimento femminista, se non il libro per eccellenza. «Una non nasce, ma piuttosto diventa, donna» è una delle frasi più celebri di Simone de Beauvoir, che da scrittrice di culto affronta diverse tematiche: il sesso, il lavoro, la famiglia. Ma anche altre poco toccate prima, o almeno non con una sensibilità femminile: la prostituzione, l'aborto, il dominio maschile. Soprattutto, la filosofa ha iniziato a scardinare il concetto dell'uomo come la norma e della donna come l'alternativa.

THE FEMININE MYSTIQUE, DI BETTY FRIEDAN (1963)

Un'analisi profonda e reale della condizione delle donne americane degli Anni '60, in cui Betty Friedan cerca di dare una forma e un'origine al 'male inespresso' che rendeva molte casalinghe frustrate e depresse, facendole scivolare spesso nella dipendeza dall'alcol o da farmaci. La causa sarebbe l'approcio mistico con cui la società ha sempre trattato la femminilità, relegandola alla casa, al domestico e al superificale, dando invece in mano agli uomini ciò che veniva considerato 'cosa seria'.

SEXUAL POLITICS, DI KATE MILLET (1970)

Nello scrivere il suo Sexual Politcs, Kate Millet fu apertamente influenzata dal libro della Beauvoir, mentre prese le distanze da scrittori come Norman Mailer, Henry Miller e DH Lawrence, per quella che considera una produzione dominata da una visione maschilista e patriarcale. La Millet pose le basi per l'inizio di un pensiero critico femminista, a cui fornisce i primi strumenti di interpretazione del mondo. Per lei era fondamentale che le donne imparassero a non limitare le riflessioni solo agli argomenti già dibattuti in precedenza, ma ad applicare uno sguardo più consapevole a ogni aspetto della vita.

THE FEMALE EUNUCH, DI GERMAINE GREER (1970)

I nuovi eunuchi, quelli della società del Novecento, non sono più gli uomini castrati, ma le donne chiuse in casa. È quello che ha sostenuto Germaine Greer in The Female Eunuch, altro testo fondamentale del femminismo degli Anni '70. Un libro che esorta le mogli, le madri e le fidanzate a uscire dalle gabbie che gli sono state costruite attorno. Un'opera insieme figlia del proprio tempo e sempre attuale.

AGAINST OUR WILL, DI SUSAN BROWNMILLER (1975)

Susan Brownmiller, con il suo Against our will, contribuì a cambiare l'approccio e il modo in cui lo stupro veniva ancora percepito negli Anni '70. Contro una società che faceva passare l'idea del 'se lo sono cercato', l'autrice delineò la violenza sessuale come responsabilità del solo aggressore, liberando la donna dal ruolo di provocatrice in cui era relegata. Tutt'oggi è considerato un testo fondamentale nel combattere la colpevolizzazione delle vittime, che ha avuto un ruolo importante anche in termini legali.

BEYOND THE FRAGMENTS, DI ROWBORTHA, SEGAL E WAINWRIGHT (1979)

Tre autrici, Rowbortha, Segal e Wainwright, analizzarono i problemi sociali degli Anni '70 attraverso la lente del femminismo sociale, dando vita a un pamphlet, una conferenza e a un libro. Beyond the fragments era un testo che chiamava i movimenti delle sinistre e del pensiero progressista a unirsi, pur nelle loro diversità, per cercare di attuare cambiamenti concreti di pensiero. Nel farlo, rende omaggio alla dimensione femminile ponendola al centro di riflessioni che spaziano dal legame con la famiglia a quello con lo Stato.

AIN'T I A WOMAN: BLACK WOMEN AND FEMINISM, BELL HOOKS (1981)

Bell Hooks, pseudonimo di Gloria Jean Watkins, fu una delle prime scrittrici a dare voce al femminismo delle donne afroamericane, quando erano una delle minoranze meno considerate degli Stati Uniti. Un libro che analizza la sistematica valutazione delle loro vite, sul piano socioeconomico, educativo e sessuale. Un'attenzione per chi sta a margine che ha portato avanti anche in Feminist Theory: From Margin to Center e che ha contribuito a creare i moviementi di rivendicazione che conosciamo ai nostri giorni come Black Lives Matter.

INTERCOURSE, ANDREA DWORKIN (1987)

Andrea Dworkin con Intercourse rivoluzionò il modo di concepire il rapporti sessuali fra uomo e donna, denunciando la consuetudine a intendere la donna come sempre sottomessa all'uomo durante il sesso. Una degradazione che l'autrice vede tratteggiata nelle rappresentazioni e nelle narrazioni che fino a quel momento erano prevalentemente maschili. Un pensiero femminista visto come radicale ed estremo da molti, per cui la scrittrice è stata spesso semplificata e appiattita a una 'odiatrice di uomini'.

THE BEAUTY MYTH, DI NAOMI WOLF (1990)

Uscito agli inizi degli Anni '90, quando gli effetti della società dei consumi iniziavano a essere compresi e riconosciuti e non solo subiti e assorbiti, The Beauty Myth di Naomi Wolf è un libro di denuncia alla mistificazione che il corpo femminile ha dovuto affrontare a causa degli standard estetici imposti dalla moda, dal mercato, dal mondo dello spettacolo e dei mass media. Pressioni che hanno costretto le donne a una perenne sensazione di inadeguatezza.

BAD FEMINIST, DI ROXANNE GAY (2014)

Dopo tanti testi pubblicati a cavallo della prima ondata del femminismo, Bad Feminist di Roxanne Gay è uno dei più importanti della quarta generazione del movimento, quella arrivata ai nostri giorni. Un'analisi della moderna società che invita le donne a essere attive e partecipi nell'emancipazione senza essere però rigidamente fedeli ai dettami delle origini. Comprendere i cambiamenti avvenuti nel mondo rispetto agli esordi di Simone De Beauvoir e delle autrici degli Anni '70 è fondamentale.

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