9 Ottobre Ott 2017 1830 09 ottobre 2017

Emily Ratajkowski: contro il controllo delle nascite, ma non in topless

La modella inglese ha espresso su Instagram il suo disappunto nei confronti delle leggi approvate da Trump. Ma non a seno nudo. 

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Emily Ratajkowski

«Emily Ratajkowski nuda contro Trump per il controllo delle nascite». «Emily Ratajkowski in topless contro Trump: Il controllo delle nascite è un diritto». «Emily Ratajkowski posa nuda contro Trump: Il mio corpo la mia scelta». Magari vi è capitato di leggere titoli del genere fra domenica 8 ottobre e lunedì 9. Una notizia davanti a cui molte potrebbero aver alzato gli occhi al cielo, chiedendosi a cosa serva mettere in bella mostra il seno per protestare contro un Presidente. Come se la modella inglese avesse bisogno di una scusa del genere per sfoggiare un topless su Instagram, poi. È quello che fa quasi ogni giorno. La notizia è, nonostante quello che queste testate vogliano farvi credere, che questa volta non l'ha fatto. La Ratajkowski ha sì espresso il proprio disappunto nei confronti di Trump e delle nuove leggi approvate negli Stati Uniti, ma non posando senza reggiseno. Lo scatto sotto cui la famosa @emrata ha postato l'hashtag #mybodymychoice è un altro, in cui lei non è nemmeno presente: si tratta di una foto d'archivio dove una donna regge un cartello con scritto «Screw Sexists».
Una protesta decisamente casta e semplice, preceduta dal post incriminato, quello che tutti si sono prodigati a condividere. Ma che con Trump non aveva niente a che fare: si tratta di una sua foto in intimo senza alcuna didascalia. Spiegare le cose come stavano, probabilmente, non avrebbe attirato abbastanza click dei lettori. Immaginatevi di leggere un titolo del tipo: «Emily Ratajkowski posta foto in bianco e nero contro Trump per il controllo delle nascite». Noiosetto, no? Meglio metterci un paio di tette di mezzo.

UNA NOTIZIA VERA C'È

In tutto ciò, una notizia, di quelle vere, comunque c'è. La presidenza Trump ha approvato delle leggi che limitano il diritto delle donne di avere accesso gratuito a metodi contraccettivi. Più nello specifico, ha dato la possibilità ai datori di lavoro di accordarsi con le assicurazioni per non far rientrare il controllo delle gravidenze all'interno dei servizi coperti dal servizio sanitario. Un dietro front rispetto all'amministrazione Obama, che quel diritto lo aveva creato. 55 milioni di americane avevano goduto di tali benefit assicurativi, che ora però dipendono dalla sensibilità morale e religiosa di qualcun altro. Da qui il #mybodymychoice di Emily Ratajkowski su Instagram.

PARLARE DI FEMMINISMO MENTRE LO SI STRUMENTALIZZA

«Che si fottano i sessisti» recitava il cartello di quella donna, 50 anni fa o giù di lì. Lo stesso che intendeva dire Emily Ratajkowski con il suo post su Instagram. Incredibilmente, mentre si scrive di una protesta anti sessismo, lo si incrementa. Mettendoci di mezzo un seno nudo, giusto per rendere le notizie un po' più vendibili. Siamo ancora a questo punto. Siamo ancora sessisti e siamo ancora bugiardi.

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