2 Ottobre Ott 2017 1445 02 ottobre 2017

Las Vegas: strage al live country durante un concerto

Ancora sangue sulla musica: dopo Parigi, Orlando e Manchester, oltre 50 vittime mentre canta Jason Aldean. «Erano qui per divertirsi».

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Las Vegas

Prima il Bataclan. Poi il Pulse. E ancora la Manchester Arena. Fino al maledetto primo ottobre 2017, la notte della strage di Las Vegas, vicino all’hotel casinò Mandala Bay, dove era in corso il Route 91 Harvest Festival. L'ennesima sterminio (al momento in cui scriviamo si parla di 58 vittime e 500 feriti) che, per quanto l'azione parrebbe di un lupo solitario e non di matrice terroristica, si abbatte sulla musica. Per le strade 40mila persone con la voglia di fare festa, divertirsi, assistere a un concerto country, uno dei generi più popolari negli Stati Uniti. Sul palco, al momento degli spari - dai video e dalle prime ricostruzioni si sentono raffiche di mitra -, si sta esibendo Jason Aldean, una vera e propria star oltreoceano. È tra i primi a rendersi conto di quanto sta accadendo e interrompere il live. Da quel momento è il panico, gente che prova a scappare cercando rifugio nei vicini alberghi di Las Vegas, mentre la caccia al killer della strage si conclude con l'uccisione di Stephen Paddock, un uomo bianco di 64 anni, residente a Mesquite (Nevada), secondo la Nbc già noto alla polizia (ancora in fuga, invece, la presunta complice, la compagna Mary Lou Danley, 62 anni).

Las Vegas: la fuga dal concerto, durante la strage.

NOTE DI SANGUE

Si piange ancora, dunque, laddove si era arrivati per sorridere. E le date in cui le note si fanno sangue, così come i morti da ricordare, purtroppo aumentano. #JeSuisParis si scrive su Twitter il 13 novembre 2015 , quando sul palco del Bataclan ci sono gli Eagles of death metal. Poi tocca a Orlando la notte tra l'11 e il 12 giugno 2016, in una delle più note discoteche gay della città, il Pulse, e meno di un anno dopo, il 22 maggio 2017, a Manchester, quando Ariana Grande, appena dopo la fine della tappa inglese del suo The Dangerous Woman Tour, si dice «Distrutta. Dal profondo del mio cuore, mi dispiace davvero, davvero tanto. Non ho parole». La reazione è un concerto benefico in favore delle vittime della strage (23 compreso l'attentatore), intitolato One Love, in cui partecipano numerose star internazionali al grido «io non ho paura» e in cui saranno raccolti dieci milioni di sterline donati alla croce rossa.

Jason Aldean, la star che si stava esibendo a Las Vegas, teatro della strage.

JASON ALDEAN COME ARIANA GRANDE

Ariana diventa cittadina onoraria di Manchester per l'impegno profuso. Ma è una popolarità di cui, oltre a non averne affatto bisogno, farrebbe volentieri a meno. Così come Jason Aldean, uno che con gli ultimi tre album pubblicati (My Kinda Party, 2010; Night Train, 2012; Old Boots, New Dirt, 2014) raggiunge sempre la vetta del primo posto della classifica Billboard. 40 anni, originario della Georgia ma trasferitosi presto in Tennessee - la patria del country -, padre di due figli e in attesa di un terzo dalla compagna Brittany Kerr, Aldean è da un decennio sulla cresta dell'onda. Insieme a Eric Church e Sam Hunt è la star più attesa del Route 91 Harvest Festival. Esibirsi davanti a una folla di 40mila persone, anche oper chi il successo lo ha già raggiunto con le vendite, i premi e i duetti d'eccellenza (celebre quella del 2009 con Brian Adams) è comunque sempre un'emozione. Che tuttavia diventa tragedia, quando gli spari costringono l'artista a interrompere il concerto a Las Vegas. Una tragedia che Aldean commenta poi sui con profondo cordoglio: «Quello che è successo stanotte è più che orribile», scrive l'artista. «Ancora non so cosa dire, ma voglio che tutti sappiano che io e la mia band siamo al sicuro. I miei pensieri e le mie preghiere vanno a tutti quelli che sono rimasti coinvolti nella strage. Mi fa male al cuore che questo sia accaduto a qualcuno che era venuto qui per divertirsi».

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