28 Settembre Set 2017 1208 28 settembre 2017

Varoufakis presenta in Italia DiEM25, il suo nuovo movimento

Il nuovo progetto dell’ex Ministro del governo Tsipras vuole unire le sinistre nazionali. E lo fa con membri d'eccezione come Noam Chomsky e Vivienne Westwood.

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Yanis Varoufakis

Nel 2015, da ministro dell’Economia del governo Tsipras, aveva fatto sognare mezza Europa con i suoi modi spicci e il look da rockstar. Un professore prestato alla politica che non aveva paura di puntare i piedi davanti i colossi della finanza internazionale. Yanis Varoufakis era la risposta alle preghiere di chi voleva un potere più vicino alle esigenze dei cittadini e alle realtà dei singoli Paesi. Un sogno durato poco, perché dopo la sconfitta al referendum del luglio 2015 disse addio alla sua poltrona da parlamentare per tornare all’insegnamento e all’attivismo. Dal febbraio 2016, ha iniziato a dedicarsi a un nuovo progetto, DiEM25. Non più un partito nazionale, ma un movimento che vorrebbe unire tutte le sinistre del Vecchio Mondo. «L’Europa sarà democratizzata o si disintegrerà!» si legge sul sito, ed è quello che Varoufakis ha ribadito durante gli incontri e interviste rilasciate a riguardo. Nell'autunno 2017 un fitto calendario di appuntamenti e conferenze lo ha portato in Italia per presentare la sua creatura transnazionale a Milano, Ferrara e Palermo, fra le altre. Venerdì 27 settembre, al Festival di Internazionale, il suo arrivo è uno dei più attesi. A dialogare con lui, di volta in volta, nomi come Giuliano Pisapia, Lorenzo Marsili e Luigi de Magistris. Tutti già decisi ad appoggiare gli obiettivi del gruppo. Che dalla sua fondazione sembra aver raccolto oltre 60 mila membri in tutto il continente. E tra questi non mancano certo le celebrità. Grandi maestri del pensiero contemporaneo, come Noam Chomsky, ma anche star della musica e della moda: Brian Eno e Vivienne Westwood si sono schierati da tempo a fianco del greco.

Le persone stanno pensando di nuovo cosa sia la democrazia.

Brian Eno

IL MUSICISTA VISIONARIO

Tra i primi ad aver aderito a DiEM25 è stato Brian Eno, musicista e cantante brittanico che rimase conquistato da Yanis Varoufakis e dalla sua visione delle cose. Quando nel febbraio del 2016 il movimento fu presentato al mondo dal Volksbühne di Berlino, lui era lì, sul palco, a fianco del professore. Che per altro è un suo grandissimo fan. A metterli in contatto per la prima volta una semplice mail, che Eno scrisse al greco quando il suo nuovo progetto non aveva ancora visto la luce. Da quel momento, la collaborazione che venne crearsi li rese co-fondatori di questa nuova avventura europea. Un impegno che la voce di By this river non ha mai inteso come una cosa puramente formale, ma che lo ha visto schierarsi più volte in prima linea. È fra i membri eletti del Colletivo di Coordinamento e si è espresso su diverse tematiche dal sito gruppo. In uno di questi, si è concentrato su cosa sia diventata la democrazia nel 2016, anno che ricorda come un dei più bui degli ultimi tempi. E mentre chi risponde alle storture di certi sistemi seguendo politici alla Trump, il cantante sostiene chi, invece, porta avanti un lavoro più silenzioso, pensato, costante: «Le persone stanno ripensando a cosa sia la democrazia, cosa la società, e cosa serva per farle funzionare di nuovo. Ma soprattutto, stanno facendo tutto questo unite».

La reazione delle Nazioni è una vergogna morale.

Noam Chomsky

LA MENTE DEL NOVECENTO

Per capire la portata, per lo meno simbolica, di DiEM25 basti pensare che fra le sue fila ha trovato spazio Noam Chomsky, per molti il più importante pensatore del Novecento. A 88 anni, il filosofo e linguista americano è ancora fra i più lucidi e feroci critici delle conseguenze della politica estera statunitense, e degli effetti dei grandi capitali sulle economie nazionali. Anche lui, come Brian Eno, siede a fianco di Varoufakis nel Collettivo. E con il politico greco ha diviso diverse volte il palco in conferenze e incontri, per promuovere il movimento. In particolare, Chomsky si è espresso sulla gestione da parte dei governi europei della questione migranti. Le parole dello studioso sono severe, e mettendo nero su bianco le responsabilità dei singoli nell'aver creato le condizioni che ora spingono alla fuga dai loro Paesi migliaia di persone. Un nodo su cui anche l'ex ministro di Atene si è espresso più volte.

Abbiamo bisogno di cooperazione e unità.

Viviene Westwood

LA STILISTA MILITANTE

Infine, un volto non certo nuovo all'impegno pubblico: Vivienne Westwood, la stilista ribelle della moda brittanica, non poteva che essere fra i sostenitori di Yanis Varoufakis e del suo progetto. Dopo essersi esposta più volte sui temi ambientali, l'inglese si era avvicinata alle posizione di DiEM25 in occasione del referendum che ha sancito l'uscita del Regno Unito dall'Europa. Una decisione che non ha esitato a condannare, definendo i suoi compatrioti degli «incoscienti».

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