Sessismo

Sessismo

27 Settembre Set 2017 1140 27 settembre 2017

Svolta in Arabia Saudita: anche le donne possono guidare

Era l'ultimo Paese al mondo in cui alle signore era vietato prendere la patente. Un decreto di re Salman, però, ha cambiato la legge. Un altro passo avanti in uno Stato che cerca di modernizzarsi.

  • ...
Donna Araba Guida

A Riad il 26 settembre si è fatto festa a suon di clacson come da noi succede ormai solo per la vittoria dei mondiali. Il motivo? Un decreto di re Salman che permette, a partire da giugno 2018, anche alle donne di mettersi al volante. Francamente, a questo punto, verrebbe da chiedersi il motivo di tanta gioia. La patente a tutti sembra una cosa ovvia. Ma l’Arabia Saudita era l’ultimo Paese al mondo in cui al genere femminile era vietato guidare. Sì signori, c’era ancora un posto su questo pianeta in cui il tuo sesso decideva se dovevi salire sul sedile di destra o di sinistra. Ora si capisce perché la gente sia scesa a ballare per le strade, salutando la decisione come una ventata di liberazione. Fa rabbia pensare che si debba celebrare una decisione ovvia come fosse una rivoluzione; la buona notizia, però, è che questa svolta fa parte di un programma di riforme più ampio, che fra le altre cose ha permesso alle donne di entrare allo stadio e di candidarsi alle elezioni. A portarlo avanti è il nipote del re, il principe Mohammed bin Salman, nel tentativo di modernizzare uno Stato in cui la religione ha finora condizionato ogni aspetto della vita quotidiana.

FUORI DAL MONDO

Il credo nazionale è il wahhabismo, una corrente ultraconservatrice dell’Islam. I sacerdoti ulema, chiusi a ogni forma di apertura, negli anni hanno motivato la restrizione con le teorie più assurde. Come riporta La Stampa, la più comune è che lasciare circolare liberamente le donne «distruggerebbe le basi della famiglia e della moralità». Ma c’è anche chi è arrivato a dire che la guida «danneggia le ovaie» e chi vieta loro di rimanere da sole in macchina per proteggerle dagli stupri. Ancora pochi giorni prima della decisione, lo sceicco Saad Al Hajry aveva affermato che le signore «hanno un quarto di cervello degli uomini». Motivo per cui, ovviamente, non sarebbero in condizioni di impugnare un volante.

UN’ARABIA GIOVANE

Ma il 65% della popolazione ha meno di 30 anni e molti dei giovani sauditi hanno viaggiato e studiato all’estero. Insomma, hanno visto com’è il mondo fuori e sono sempre più insofferenti alle restrizioni imposte in patria. Più di una volta le donne avevano protestato contro un divieto del tutto anacronistico. Si erano messe alla guida e con le macchine avevano occupato le strade della capitale, sfidando arresti e denunce della polizia. Un sentimento di rivolta che il 35enne erede al trono sa comprendere perfettamente, portando avanti le riforme con convinzione.

FAR GIRARE MACCHINE E SOLDI

Permettere anche alle saudite di potersi muovere liberamente significa anche dar loro la possibilità di lavorare. Dunque incrementare l’economia di un Paese che con la crisi del petrolio di questi tempi non se la passa troppo bene. Modernizzarsi porta dunque vantaggi sotto ogni punto di vista e rafforza un’alleanza con gli Stati Uniti di cui l’Arabia ha bisogno (lo conferma il fatto che la notizia sulle patenti sia stato dato in contemporanea da Riad e da Washington). Con queste premesse si può sperare che la parità dei sessi faccia finalmente dei passi avanti in un Paese fra i più arretrati dal punto di vista dei diritti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso