25 Settembre Set 2017 1643 25 settembre 2017

Serena Williams, 36 anni di lotta per i diritti femminili

La ex numero uno del mondo festeggia il compleanno il 26 settembre da neo mamma. Una carriera da indiscussa campionessa anche fuori dal campo da tennis, sempre in prima linea contro le ingiustizie. 

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Serena Williams

In un campo pubblico, dietro a un baracchino di tacos, un uomo allena due bambine. La più piccola ha solo tre anni, ma fisicamente sembra molto più grande. Serena Williams non sa ancora che il padre Richard sta cercando per le sue figlie un riscatto sociale. Lei tira solo delle palline gialle ma di fatto ha già iniziato a lottare. Contro chi la discrimina perché ha un fisico massiccio, perché è nera, perché è donna, Serena tira sempre più forte. Da sola o insieme alla sorella Venus arriva a vincere tutto, fino a diventare la numero uno del mondo. Nell'ottobre 2012 sono partite insieme per giocare in Nigeria e in Sudafrica. Quella volta non c'era nessuna coppa in palio, sostenevano la campagna Breaking The Mould a sostegno dell'emancipazione femminile. Erano già famose, ma sapevano di cosa si stava parlando perché ci si erano scontrate loro stesse tante volte. Un loro collega, John McEnroe, ancora a giugno 2017, ha dichiarato all’emittente radio Npr che Serena sarà anche la donna più brava, ma se giocasse contro gli uomini non varrebbe nulla. Una frase cattiva a cui la Williams ha risposto con eleganza: «Non ho mai giocato contro nessuno del circuito maschile, né ho il tempo di farlo». È il 26 settembre e ‘The Queen’ compie 36 anni. Il primo del mese è nata sua figlia e la vita le è cambiata. A sua mamma ha scritto una dichiarazione d'amore sul Washington Post per ringraziarla della forza che le ha dato. Quella con cui lei combatte da sempre per la parità fra i sessi. Il suo pensiero è chiaro e lo ha espresso più volte nel corso degli anni.

Penso di avere dentro una bimba, le donne sono toste

Alla vigilia degli Australian Open Serena si accorge di essere incinta. Il marito Alexis Ohanian è convinto che sia un maschio. Ma il neonato ha sopportato il caldo e la fatica senza problemi. Per questo la mamma la pensa diversamente.

ATLETA, SOLO ATLETA

È uno dei temi su cui è più agguerrita: «Voglio essere un grande atleta. Il migliore. Non essere etichettata come ‘atleta-donna’». La Nike ha ripreso le sue parole e intitolato la campagna 2016 Il Più Grande Atleta di Sempre. E ha chiamato la Williams come testimonial.

L'ingiustizia del singolo è un'ingiustizia per tutti

Il 31 luglio 2017, in occasione del Black Women’s Equal Pay Day, Serena Williams ha scritto una lettera a Fortune per parlare della disparità di salario fra uomini e donne, in particolare fra uomini bianchi e donne nere. A parità di impiego, se i primi guadagnano un dollaro le colleghe ricevono 80 centesimi. Se bianche. Le colleghe nere, infatti, solo 63.

Non in modo simile. Non quasi allo stesso modo. Alla pari.

Di questa differenza oltre la metà dei lavoratori maschi non si rende nemmeno conto. E a volte sembra che le stesse donne si accontentino di risultati a metà. Così, però, non si va davvero avanti. «Insieme, noi cambieremo la storia. Ma dobbiamo lottare per ogni singolo centesimo», ha concluso la campionessa.

«SOGNATE IN GRANDE»

Per l’edizione Incredible Women of 2016 del Porter Magazine, Serena Williams si è rivolta «a tutte le donne incredibili che lottano per l’eccellenza» e che come lei hanno un sogno. Il suo era quello di diventare la migliore del mondo e ci è riuscita. Ma sa che per una donna inseguirlo è ancora più difficile. Perché le viene costantemente ricordato che non è un uomo. Come fosse un difetto.

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