25 Settembre Set 2017 1117 25 settembre 2017

Elezioni, in Germania e in Francia la destra è donna. E in Italia?

Giorgia Meloni vuole diventare la prossima leader ma se la deve giocare con due avversari parecchio tosti: Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. La strada è ancora lunga visto che si andrà alle urne nel 2018.

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Giorgia Meloni

Ormai sembra una costante nella vita politica di ogni Paese: l'estrema destra avanza, come ci hanno confermato le elezioni tedesche. Alternative fur Deutschland è entrato in Parlamento ed è diventato ufficialmente il terzo partito. Ma come? Si è imposto come alternativa all'approccio della cancelliera Angela Merkel alla questione immigrazione ed è riuscita quindi a intercettare buona parte degli elettori delusi e scontenti. Un po' come è successo in Francia con le elezioni presidenziali del 2017: Marine Le Pen, leader del Front National, arrivò seconda dietro a Emmanuel Macron al primo turno e andò al ballottaggio, perdendo. Ma c'è un punto in comune (anzi due, se consideriamo anche i temi politici): sia nel caso tedesco, sia in quello francese i leader sono donne. Afd, infatti, è guidato da Alice Weidel che non solo ha ridato un'identità al partito ma ha anche conquistato il miglior risultato di sempre. Ma in Italia come siamo messi?

GIORGIA CI PROVA

Sì, perché bisogna iniziare a pensarci visto che le elezioni legislative sono in programma per il 2018. Sicuramente, a differenza di Germania e Francia, non c'è un unico partito di estrema destra che può, in linea prettamente teorica, andare a governare da solo. Occorre quindi ragionare per coalizioni. Sicuramente lo schieramento più vicino (a livello di temi politici) a quello della Le Pen è la Lega Nord di Matteo Salvini ma nonostante la crescita degli ultimi anni, potrebbe aver bisogno di alleati. E i primi due nomi che vengono in mente sono Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, e Giorgia Meloni, guida di Fratelli d'Italia - Alleanza nazionale. Anzi, proprio la politica romana ha già messo le mani avanti: «Mi diranno che sono donna, mamma, troppo di destra, ma io vado avanti fino a dove mi porta il mio popolo. Io sono in campo per la leadership del centrodestra e quindi in Italia».

REGINA DEI SOCIAL

Intendiamoci, per arrivare alle prossime elezioni, ce ne vuole ma la Meloni vuole giocare a carte scoperte. Non che ne abbia mai fatto segreto, anche perché sui social network, Facebook in primis, ha già dato prova della sua ambizione. Spesso anche allineandosi (ma non troppo) con il rivale Salvini sul tema immigrazione. Ma l'ex ministro per la Gioventù non si limita a parlare di politica. Commenta l'attualità, senza troppi filtri (vi ricordate i «vermi magrebini»?), attacca il governo, rivuole i marò (ah, i marò!), ci presenta il gatto (non proprio felicissimo dell'abbraccio della padrona), inizia (e finisce) una catfight con Asia Argento e molto altro ancora. Ma il vero capolavoro è #2minuticonGiorgia: il format social a metà tra un mini comizio politico e una versione super ridotta de I menù di Benedetta (Parodi). Insomma, infotainment all'ennesima potenza.

2 minuti sui temi importanti dedicati alla difesa degli interessi della nostra Italia. Condividi? #2minuticonGiorgia

Geplaatst door Giorgia Meloni op dinsdag 29 augustus 2017

NON CHIAMATELA «SPROVVEDUTA»

Sì, è vero, una risata la strappa ma attenzione: non pensate che la Meloni sia una sprovveduta. Perché tutte queste operazioni sono studiate bene a tavolino con un obiettivo: aumentare il consenso. E se si vuole diventare leader di una coalzione, avere i numeri dalla propria parte è sempre un vantaggio. Un enorme vantaggio per essere precisi. Quindi non fatevi trarre in inganno da questi escamotage social. La strada è lunga e tortuosa, anche perché Salvini e Berlusconi hanno esperienza da vendere e sicuramente faranno di tutto per prevalere sull'ex Ministro. Ma finché non si aprono le urne, non si saprà mai chi sarà la guida del centrodestra. Magari potrebbe toccare proprio a una donna.

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