22 Settembre Set 2017 1613 22 settembre 2017

Meravigliosa Raffaella Carrà: la regina della tivù dagli esordi al successo

Sarà lei a concludere Maratone TV 70, l'iniziativa della Fondazione Prada dedicata alla Rai degli Anni '70. Le foto di chi non ha avuto paura di scoprire l'ombelico e oggi difende i diritti di gay e genitori single. 

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TV70 Carrà

«Mi piaci. Aaaah ah». La Carrà piace. Tanto, tanto che alla Fondazione Prada hanno deciso di dedicarle, venerdì 22 e sabato 23 settembre 2017, le ultime due serate di Maratone TV 70 dal titolo Fenomenologia di Raffaella Carrà. Raffaella Maria Roberta Pelloni dalla riviera romagnola, dove nella gelateria dei nonni imparava tutti i ritornelli della tivù, a soubrette e presentatrice ne ha fatta di strada. E a 74 anni sembra non avere esaurito l’energia travolgente, segno distintivo insieme al caschetto biondo. Spirito libero, ha sdoganato l’ombelico scoperto e l’amore sensuale che ha cantato e ballato. Eletta madrina gay nel 2017, su questa venerazione lei ci scherza («Sulla mia tomba lascerò scritto: “Perché sono piaciuta tanto ai gay?”», diceva a Massimo Gramellini sul Corriere della sera), ma racconta di un’adolescenza in cui andava al cinema solo con amici omosessuali, gli unici che non la infastidivano nel buio. Un rimpianto? Non aver potuto adottare un figlio perché single. Lei che è stata cresciuta da una mamma coraggiosa, fra le prime a separarsi nel dopoguerra, una nonna di polso e una babysitter inglese «severissima», come le descrive la Carrà. Il successo arriva con le trasmissioni degli Anni70, ancora in bianco e nero prima dell’avvento del colore. La gallery dei suoi esordi.

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