22 Settembre Set 2017 1214 22 settembre 2017

Goalkeepers, lo sviluppo sostenibile passa per i diritti delle donne

Un mondo più equo. Questo l'obiettivo fissato per il 2030 dalle Nazioni Unite. E la Bill & Melinda Gates Foundation monitora il progresso. Forti le parole delle attiviste Leymah Gbowee e Malala Yousafzai. Ma anche i discorsi dei presidenti Barack Obama e Justin Trudeau. 

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Barack Obama: presidente, cittadino, papà. Bill Gates: ottimista, filantropo, padre. Melinda Gates: campionessa, filantropa, madre. Malala Yousafzai: studentessa, premio nobel, attivista. Sono le presentazioni che si vedono scorrere sul sito di Goalkeepers, l’evento organizzato dalla fondazione dei coniugi Gates per monitorare il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile stilati dalle Nazioni Unite per un mondo più equo e sostenibile. Obiettivi che, fissati per il 2030, comprendono innumerevoli punti riguardanti la parità di genere. E non perché gli attivisti abbiano in qualche modo questo tema più a cuore di altri ma perché, purtroppo, è legato ad un problema presente ovunque. Differente per forma e intensità a seconda della cultura in cui si nasce, la discriminazione passa per tutti i continenti.

PARITÀ DI GENERE, UNA LOTTA DA PORTARE A TERMINE

Per questo tra i progetti da portare a termine entro gli Anni ‘30 di questo millennio ci sono «l’eliminazione di ogni forma di violenza sulle donne», «l’abolizione di quelle pratiche deleterie che, fin dall’infanzia, forzano le bambine a sposarsi o a subire la mutilazione genitale», «il riconoscimento e la valorizzazione del lavoro sottopagato, soprattutto nei campi della cura e dei lavori domestici», «l’assicurazione che la donna abbia eque opportunità rispetto all’uomo per la leadership e la presa di decisione ad ogni livello: politico, economico e privato», e molti altri punti. Siamo ancora lungi dall’aver conquistato tutto ciò o, meglio, siamo soltanto al 50% del processo. «Perché dovremmo fermarci a metà strada? Sarebbe da pazzi», recita infatti il video di promozione di Goalkeepers 2017.

UOMINI PER IL FEMMINISMO

Hanno fatto scalpore, tra tutti, i discorsi del presidente canadese Justin Trudeau, che si è definito un fiero femminista e ha spinto tutti gli uomini a esserlo, e quello di Barack Obama, che ha espresso tutta la sua frustrazione per il fatto che ogni mese si debba ricorrere a mobilitazioni per spingere i leader di governo a essere responsabili e a «non causare vere e proprie sofferenze umane».

IL PUNTO DI PARTENZA

Tra le donne, invece, Melinda Gates ha inaugurato l’evento concentrandosi proprio sulle tematiche femminili: «L’uguaglianza di genere è il prerequisito per il progresso in ogni altra problematica che teniamo a cuore. Nessuno di noi può muoversi in avanti se metà di noi viene fatta rimanere indietro. Quindi se vuoi un mondo migliore e più sano devi mettere le donne al centro dell’agenda». Responsabile della sezione dedicata all’argomento, la moglie del celebre informatico l’ha intitolata Ancora mi ribello: il potere dei movimento per le donne.

L’ATTIVISMO INARRESTABILE DI MALALA E GBOWEE

Ospiti di questo incontro i più noti volti dell’attivismo internazionale. Come Malala Yousafzai, che ha condiviso la sua esperienza di lotta per inserire le bambine di tutto il mondo a scuola: «Se una ragazza che ha studiato può cambiare il mondo, cosa possono fare 130 milioni?», ha provocato l’attivista pakistana. «Possono far crescere economie, migliorare l’aria che respiriamo, dimezzare il rischio di violenze e conflitti e migliorare la sanità pubblica. La verità è questa: nessuno degli obiettivi che stiamo discutendo oggi possono essere raggiunti finché non educhiamo anche le femmine», ha poi risposto Malala alla sua stessa domanda. Come lei, anche grandi militanti quali Leymah Gbowee hanno discusso delle proprie battaglie. Pacifista e leader del partito che spinse alla soluzione del conflitto liberiano del 2003, la donna è stata premiata col Nobel. Il suo discorso a Goalkeepers, molto focalizzato sulle tematiche femminili, ha colpito per la forza delle parole usate nello spronare a mobilitarsi per combattere violenze e ingiustizie: «Venite e date senso e sensibilità a questo progetto».

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