Sessismo

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1 Settembre Set 2017 1857 01 settembre 2017

Maschilisti per pigrizia

Ballerine e casalinghe: in Francia le silhouette dedicate alle donne dal paese di Dannemarie rivelano un maschilismo ancora molto diffuso. Al punto che chi cade negli stereotipi nemmeno se ne accorge.

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Dannemarie

Le silhouette installate nel paese di Dannemarie, in Francia

Fino al mese scorso Dannemarie era un piccolo paese nel Nord-est della Francia sconosciuto ai più. Ora è al centro di una battaglia il cui esito potrebbe cambiare la legge francese sulla parità fra i sessi. A scatenare la disputa, 125 silhouettes in cartone di corpi e oggetti femminili comparse nelle vie del villaggio che, nelle intenzioni dell'amministrazione comunale, dovevano celebrare il 2017 come L'anno della donna, dopo quello della bicicletta e degli insetti. Ma le sagome di borsette, tacchi a spillo, ballerine sensuali ecasalinghe con le buste della spesa sono sembrate, più che un elogio, un nuovo esempio di rappresentazione sessista. Tanto che il collettivo femminista Les Effrontées (le Sfacciate) ha accusato il comune alsaziano di proporre «immagini degradanti».
Per difendere l'operato della giunta, la vicesindaca Dominique Stroh ha detto di aver solo ricopiato le prime figure che compaiono digitando ‘silhouette donna' sui motori di ricerca. Ma il problema è proprio questo. Se per gli uomini le icone più diffuse sono sportivi e manager in carriera, nel caso delle donne si trovano solo femmes fatales. Al massimo qualcuna che si occupa delle faccende di casa. «Nulla di strano», ribattono le Effrontées, «data la società maschilista in cui viviamo. Il comune però avrebbe dovuto discostarsi da questa selezione, invece di servirsene!».

SESSISMO O LIBERTÀ DI ESPRESSIONE?
La questione è stata portata davanti il tribunale di Strasburgo e il 9 agosto il giudice ha dato ragione alle attiviste, promotrici dell'esposto, ordinando la rimozione delle figure. La loro presenza infrangerebbe la legge dell'agosto 2014 che impone agli enti pubblici territoriali di «condurre azioni destinate a prevenire e lottare contro gli stereotipi sessisti». Il sindaco Paul Mumbach, però, non ha accettato l'ordinanza, secondo lui «ingiusta e infondata», e si è rivolto ai suoi cittadini perché ‘adottassero' gli oggetti incriminati. Alcuni abitanti hanno raccolto la richiesta e donne di cartone a cavalcioni di una sedia o coi capelli al vento sono riapparse sui balconi e nei negozi.
Non solo: difeso dall'avvocato Bertrand Périer, Mumbach ha fatto ricorso al Consiglio di Stato, motivando le proprie scelte come «artistiche». Una giustificazione ridicola secondo le Effrontées: per l'avvocatessa che le sostiene, Lorraine Questiaux, «un rappresentante dell'autorità pubblica non può rivendicare una libertà di espressione artistica». Ma il paese sembra vivere l'accusa come un attacco personale e intorno al sindaco si è raccolto il movimento Ne touche pas à ma silhouette (Non toccate la mia silhouette) che sulla sua pagina Facebook ha iniziato a vendere cappellini, magliette e portachiavi raffiguranti una donna sensuale per raccogliere fondi.

MASCHILISTI PER PIGRIZIA, SONO I PIÙ PERICOLOSI
E intanto, mentre i toni si scaldano da entrambe le parti, soprattutto sui social, la Francia aspetta il verdetto su una questione al centro di molti dibattiti. La parità dei sessi infatti è ancora spesso più un'idea che una realtà e dietro a un apparente rispetto si nascondono concezioni dure a morire. Il fatto che a luglio la stessa giunta avesse deciso di intitolare una via a Monique Wittig, originaria di Dannemarie e fondatrice negli Anni ‘60 del Movimento di liberazione delle donne, sembrerebbe confermare la mancanza di intenzioni apertamente sessiste da parte del comune. Quello che emerge è piuttosto un adattamento agli stereotipi, quasi per comodità. Una pigrizia mentale pericolosa che la sentenza di Strasburgo aveva tentato di combattere. Se venisse confermata, le sagome dovranno essere rimosse e la parità fra uomini e donne sarà riconosciuta ufficialmente come una delle libertà fondamentali. Una sconfitta per il piccolo villaggio, una conquista importante per il Paese.

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