29 Agosto Ago 2017 1351 29 agosto 2017

Questo vaccino s'ha da fare, ma come?

Polemiche a parte, i figli adesso possono andare a scuola solo se immunizzati. Documenti, costi, scadenze, sanzioni e casi eccezionali: tutto ciò che c'è da sapere.

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È iniziato il conto alla rovescia per l'inizio della scuola. Ma ai bambini, per l'anno scolastico 2017-2018 non bastano cartella, diario e astuccio per poter entrare in classe: ci vuole il vaccino. Le polemiche da parte dei no vax, accese e a tratti violente,  non sussistono: se vogliono mandare i bambini a scuola devono sottostare alla «dittatura del ministero della Sanità», come la chiamano loro. C'è chi la considera una manovra incostituzionale, chi manifesta in nome della libertà di scelta, chi si appella a complottismi, chi ha paura e chi non si fida. Poi, invece, ci sono quelli che esultano per la vittoria della scienza su ignoranza e imprudenza. Per assicurare la salute dei più piccoli, purtroppo, sono servite le maniere forti: educazione e sensibilizzazione non hanno funzionato e ancora una larga fetta di italiani metterebbe a rischio la vita dei figli a causa di qualche fake news in rete. Ma l'imposizione non piace, e persino i più ferventi sostenitori della profilassi si sono espressi contro il governo per i metodi utilizzati, poco prima dell'inizio del nuovo anno scolastico Michele Emiliano fa scalpore per le sue dichiarazioni: «La convinzione che l’estensione delle vaccinazioni obbligatorie da tre a dieci e il rafforzamento delle sanzioni in caso di inottemperanza sia l’unico mezzo per far risalire il numero dei bambini vaccinati in Italia, è secondo noi un errore politico che non considera l’elevato tasso di sfiducia dei cittadini nei confronti della politica», ha tuonato. In ogni caso, la legge è legge: il vaccino s'ha da fare. Quindi, dibattito a parte, bisogna correre ai ripari e farlo in fretta perché le scadenze sono a breve. Tutto ciò che c'è da sapere su documenti, costi e sanzioni per assicurarsi che la scuola non chiuda la porta in faccia ai bambini.

VACCINI OBBLIGATORI
Per prima cosa serve certificare che gli studenti siano immuni a ben dieci malattie per poter accedere a nido, asilo, elementari, medie e ai primi due anni del liceo (dopo i 16 anni non si effettuano più controlli). Ma, non trattandosi di dosi singole, non occorre recarsi in ospedale per dieci volte: bisogna sottoporre il bambino a due vaccini, uno esavalente (tetano, antipolio, pertosse, difterite, epatite B ed Emofilo ) e uno tetravalente (per proteggere da varicella, parotite, rosolia, morbillo).

DOCUMENTI NECESSARI
Per essere ammessi bisogna presentare il certificato rilasciato dalla Asl o, in alternativa, la copia del libretto vaccinale oppure il documento che attesta la richiesta o la prenotazione della visita, purché abbiano sempre il marchio dell'Azienda Sanitaria Locale. Per chi ricorre a istituti ospedalieri privati occorre, invece, che il medico in questione rediga una lista molto dettagliata di informazioni sui farmaci usati affinché l'Asl possa controllare e validare l'avvenuta immunizzazione. Su richiesta dei genitori, poi, viene rilasciato un apposito attestato da consegnare a scuola, perché il documento dell'ente privato non può essere accettato senza il passaggio obbligatorio per l'Azienda Sanitaria Locale. Ma gli obblighi non si fermano ai bambini, anche maestri e professori dovranno presentare alle scuole dove insegnano la dichiarazione sostitutiva delle vaccinazioni eseguite. Studenti e docenti, inoltre, hanno l'obbligo di consegnare i certificati indipendentemente dalla natura pubblica o privata della scuola.

CASI ECCEZIONALI
Può capitare, però, che il bambino venga esentato dalla vaccinazione per indisposizioni fisiche. In tal caso, potrà comunque andare a scuola, a patto che si presenti un certificato che attesta le condizioni di salute dello studente, redatto da pediatra o medico di base. In questo documento dovrà essere indicato che l'immunizzazione è avvenuta per via naturale a causa del contatto spontaneo con la malattia e che, in tal caso, la profilassi non è necessaria. In alternativa, si può presentare la copia della notifica di malattia infettiva, rilasciata dalla Asl. Ma attenzione, l'esonero dall'obbligo è valido solamente per singole prevenzioni: se il bambino ha contratto il morbillo per via naturale gli verrà omesso solamente quel vaccino, mentre dovrà certificare di essersi sottoposto a tutti gli altri. Questo è possibile perché non esistono solo le formulazioni dei due gruppi (esavalente e tetravalente) ma possono, eventualmente, essere modificate per privarle della componente inutile. Ma, in questo caso, si rischia di incorrere in qualche problema perché sul mercato farmaceutico italiano non circolano vaccini scomposti per ogni singola immunizzazione: pertosse, morbillo, difterite, rosolia e parotite, potrebbero non essere reperibili. In tal caso è opportuno richiedere preventivamente che venga preparata la combinazione necessaria al bambino a seconda delle malattie che ha già contratto.

COSTI
Vaccinazioni e certificati sono gratuiti, ad eccezione di eventuali analisi per dimostrare l'immunizzazione naturale.

SCADENZE
I documenti vanno presentati tassativamente entro il 10 settembre, per materne e asili nido, mentre per tutte le altre scuole il termine è il 31 ottobre. Per le dichiarazioni sostitutive, invece, la scadenza è prorogata al 10 marzo, in modo da potersi mettere in regola con le vaccinazioni. Tutti dovranno presentare per tempo i certificati: chi deve iniziare, chi è già in corso, cittadini italiani o immigrati.

SANZIONI
Se entro il termine massimo del 10 marzo non sono ancora stati presentati i documenti, le scuole hanno l'obbligo di inviare all'Asl l'elenco degli studenti non in regola entro dieci giorni. Mentre i bambini di nido e asilo verranno immediatamente esclusi, per gli altri gradi di istruzione continua la frequenza obbligatoria, ma i genitori, che verranno sollecitati a regolarizzarsi, rischiano una multa da 100 a 500 euro.

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