17 Agosto Ago 2017 1951 17 agosto 2017

Da cameriere a schiave

In India il mestiere di domestica permette a molte donne di uscire da una condizione di estrema povertà. Ma se si finisce nel giro sbagliato, violenze e soprusi sono all'ordine del giorno.

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Se è vero che il lavoro nobilita l'uomo, è più difficile pensare che la servitù nobiliti le donne. Soprattutto in un Paese come l'India, dove milioni di donne che vivono in estrema povertà possono aspirare, potenzialmente, ad abbandonare la propria condizione intraprendendo una carriera da domestica. Se si entra nel giro giusto, magari frequentando delle scuole ad hoc, le occasioni non mancano: sono tanti gli indiani che, arricchitisi all'estero, tornano in patria potendo permettersi un tenore di vita più alto e, appunto, anche delle cameriere. Ma se si finisce nel giro sbagliato, al contrario, si entra in una spirale di schiavitù da cui liberarsi è difficile.

SPARITE
Lo racconta il Guardian, che ha spiegato la dinamica, fin troppo comune, secondo cui sono zii e zie, o secondi cugini, a promettere un lavoro ben pagato a donne solitamente giovani, sottraendole al controllo dei genitori e consegnandole a un intermediario. Da quel momento in poi, le tracce di queste ragazze svaniscono. I genitori raramente vengono a conoscenza dell'indirizzo presso cui la figlia presta servizio. Deve passare qualche mese prima che i parenti stretti della ragazza si insospettiscano, solitamente quando la figlia non torna a casa per le festività più importanti. Il fenomeno è sufficientemente diffuso, al punto da impegnare delle piccole ong che hanno come obiettivo quello di riunire le giovani alle loro famiglie.

AGUZZINI E AGUZZINE
Tristemente facile immaginare il destino a cui vanno incontro queste ragazze: sfruttamento e violenze sono all'ordine del giorno, così come la segregazione. E spesso, sottolinea il Guardian, le aguzzine sono proprio le donne. Molto raramente i ruoli si invertono, e le cameriere diventano le carceriere di uomini e donne anziane, maltrattandoli e senza curarsi di assisterli. In questi casi, molte volte, la domestica (o il domestico) tirano fuori un testamento che li vede come ereditieri.

UNA SOCIETÀ IN SOMMOVIMENTO
Casi rari, comunque, lo ripetiamo. Secondo quanto racconta il Guardian, i nuovi arricchiti non brillano per compassione e generosità nei confronti degli altri. Tripti Lahiri, che ha scritto l'articolo, sostiene che a ispirarli ci siano le esperienze di quanto visto o vissuto in passato, e così lo sfruttamento si perpetua. C'è una mentalità feudale e padronale che è ancora forte, in India, e a farne le spese sono le classi sociali più deboli. I contrasti, paradossalmente, si sono acuiti man mano che è aumentata la mobilità sociale. Caste separate sono entrate a contatto tra loro più di quanto non fossero, e così gli episodi di conflitto si sono moltiplicati. È il dazio inevitabile che deve pagare una nazione avviata ormai inesorabilmente verso un futuro di modernità e, si spera, progresso. Tecnologico, economico e sociale. Non per pochi, ma per tutti.

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