14 Aprile Apr 2017 1446 14 aprile 2017

La vagina è (anche) un pezzo da museo

A Reykjavík ce n'è uno dedicato al pene. Ma in tutto il mondo manca uno spazio espositivo che racconti la storia, le lotte, le ricerche scientifiche, la cultura legate all'organo genitale femminile. Una youtuber sta provando a rimediare.

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Una parte della collezione del Museo Fallologico Islandese.

A Reykjavík i turisti possono visitare il Museo Fallologico Islandese, dedicato interamente all'organo sessuale maschile. È l'unico al mondo nel suo genere ed è stato inaugurato nel 1974: da allora, nessuno ha mai preso l'iniziativa di aprirne uno dedicato al corrispettivo femminile, la vagina. E questo nemmeno ad Amsterdam o in luoghi ameni come la Thailandia, dove in certo tipo di turismo è molto diffuso. Certo, ci sono numerose opere d'arte a lei dedicate, come il Great Wall of Vagina oppure esposizioni come quella proposta dal Mona (non è uno scherzo) di Hobart, in Tasmania. Esiste persino, sul web, un museo virtuale, ideato in Austria. Ma non c'è, in tutto il mondo, un vero museo dedicato interamente alla vagina.

Florence Schechter.

L'IDEA DELLA YOUTUBER
Una grave mancanza, di cui la youtuber Florence Schechter si è accorta quando, dopo aver creato senza  problemi un video sui dieci peni più strani del mondo animale, ha avuto difficoltà a trovare informazioni sulle varie vagine del creato. Sono bastate poche e ulteriori ricerche per rendersi conto che nel mondo mancava anche un museo dedicato all'organo genitale femminile, quando invece a Reykjavík c'era il piccolo (ma pur sempre aperto al pubblico) Museo Fallologico Islandese. Così, Florence ha che il mondo avrebbe avrebbe dovuto avere il suo museo della vagina.

LA STRADA DEL CROWDFUNDING
Ingresso gratuito alla collezione, che racconta la storia, la ricerca scientifica e l'impatto culturale della vagina. Serate a pagamento con stand up comedy, concerti, spettacoli teatrali, letture, workshop, seminari. Una comunità di donne attorno al museo, con la creazione ad esempio di gruppi d'ascolto per vittime di violenza sessuale. Ma anche una zona bar con cupcakes a forma di vulva e un gift shop. Questo il Vagina Museum che Florence ha in testa: un progetto ambizioso ma per il quale servono soldi. Per questo, ha deciso di provarci con il crowdfunding. La strada è ancora lunga e chissà se riuscità mai a realizzare il suo sogno. Di sicuro, a Londra (città dove dovrebbe sorgere) un museo del genere avrebbe più visitatori di quello di Reykjavík. Altro che parità di genere: superiorità.

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