14 Aprile Apr 2017 1531 14 aprile 2017

Divorziare in Afghanistan

L'Islam non vieta alle donne lo scioglimento del matrimonio, ma la mentalità patriarcale lo rende di fatto impossibile. «O quasi: molte, davanti a relazioni violente, iniziano a 'emanciparsi'», diventando esempio per tutte.

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Molte donne afghane sono vittime di gravi violenze domestiche. Per questo motivo alcune di loro stanno testando un 'nuovo' strumento di emancipazione: il divorzio, nella speranza di far fronte alla mentalità patriarcale e soffocante della società. Huffington Post France ha riportato alcune storie. Come quella di Nadia, che ha raccontato che cosa l'ha spinta a fare ciò che in Afghanistan è quasi impensabile: lasciare suo marito, eroinomane e aggressivo.

«DIVORZIARE È UN DIRITTO DATO DA DIO»
L'Islam non proibisce il divorzio, ma neanche lo incoraggia. Se di recente il numero di divorzi è aumentato, rimane comunque molto difficile ottenerlo. «È drogato e alcolizzato, non posso vivere con lui» ha detto Nadia parlando del suo consorte. Gli anziani della loro comunità hanno provato a convincerla di tornare con lui. Senza risultato. Nadia è diventata la prima donna della sua famiglia da generazioni a scegliere il divorzio. Non ha dubbi. Quello che fa è giusto: «Dio ha dato i diritti delle donne. Il divorzio è uno di loro», ha aggiunto.

UN ESEMPIO PER TUTTE
Difficile stabilire con esattezza il numero di divorzi perché le statistiche nazionali sono difficili da trovare in Afghanistan, ma il Legal aid grant facility (servizio di aiuto giuridico) afferma di aver trattato circa 82 casi in tre anni. «Le donne afghane che hanno la possibilità di iniziare una nuova diventano esempi per le altre donne, dimostrando che un matrimonio infelice o abusivo non è necessariamente una condanna a vita», ha detto Heather Barr, ricercatrice dell'Human Rights Watch.

TRA MILLE DIFFICOLTÀ
Mentre per gli uomini ottenere il divorzio è relativamente facile, per le donne può diventare un vero problema. Possono ottenere la separazione solo in casi specifici, come l'abbandono o il maltrattamento, e trovare un avvocato è una vera sfida, anche per coloro che se lo possono permettere: difendere una donna in questi casi può essere un vero e proprio rischio. «Tra la difficoltà di trovare un avvocato, la corruzione e la misoginia dei tribunali, e il basso tasso di alfabetizzazione femminile, diventa quasi impossibile divorziare per molte», ha aggiunto Barr.

L'OSTACOLO 'FAMIGLIA'
Così anche Nafisa, 22 anni, è bloccata in un limbo, a causa del rifiuto del marito di divorziare. Dopo 11 anni di fidanzamento, l'ha sposata in contumacia da Londra, per poi rifiutarsi di tornare in Afghanistan e di far spostare lei, spingendola a lasciare casa dei suoceri e chiedere il divorzio. La famiglia della giovane donna non ha permesso all'AFP di parlarle. Sono spesso gli stessi parenti delle spose, infatti, a respingere la possibilità della separazione che sarebbe una vergogna per tutta la famiglia e renderebbe difficile un secondo matrimonio.

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