3 Aprile Apr 2017 1821 03 aprile 2017

Donald, leggi il labiale

La piattaforma Mogul consegnerà a Trump delle lettere di protesta (e non solo). Come? Mettendole in una grande vulva realizzata da un artista. L'iniziativa fa parte della campagna #ReadMyLips.

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Non è la prima volta che l'apparato genitale femminile diventa simbolo di protesta: basti pensare allo storico «L'utero è mio e lo gestisco io». Dopo la Women's March, torna in queste 'vesti' contro Donald Trump, abituato (parole sue) a «prendere le donne per la vagina». Lo fa grazie alla piattaforma online Mogul, che il 22 aprile consegnerà al presidente Usa centinaia di lettere inserite in una 'busta' molto particolare: una scultura a forma di vulva.

UNA VAGINA D'ARTISTA
L'iniziativa è solo la parte finale della campagna #ReadMyLips ('Leggi le mie labbra', con chiaro riferimento alla vulva), nata nei college statunitensi, approdata online e 'adottata' da Mogul, che ha invitato prima le sue utenti a scrivere dei messaggi rivolti a Trump e che poi ha coinvolto l'artista Dan Castelli nella realizzazione nello speciale contenitore (su Instagram ci sono video del work in progress). Sono tantissime le donne che hanno partecipato all'iniziativa, scrivendo messaggi più o meno lunghi e di diverso tono. Qualche esempio? Tra i più critici ci sono «Non voglio che degli uomini facciano leggi riguardanti il mio corpo» e «Un uomo bianco e conservatore non rappresenta l'America». C'è chi ha però scritto parole dal tono costruttivo: «Le chiedo di ascoltare le donne. Non parli, le ascolti. Ascolti quelle di colore, quelle sopravvissute a violenza sessuale, donne che hanno scelto l'aborto e altre che hanno tenuto il bambino. Donne che vivono sotto la soglia della povertà, transessuali, lesbiche. Ascolti le studentesse e le nonne […] Ogni sillaba sarà importante». Oppure: «Non sono contro di lei ma finché non inizierà a trattare le donne, le persone di colore, i transgender con rispetto non possono essere per lei: la nostra voce diventerà sempre più forte e non ci fermeremo»

ANCHE MESSAGGI DI SOSTEGNO
«Caro presidente, vorrei che il futuro delle donne americane fosse radioso. Per favore faccia tutto ciò che può per renderlo possibile. Grazie!» e «So che questo messaggio probabilmente non le arriverà, ma voglio augurarle buona fortuna. Non l'ho votata e non posso dire di essere d'accordo con le sue idee, ma rimane il mio presidente» sono invece tra i messaggi che si possono definire di supporto per Trump che, appunto, con tutta certezza non si metterà mai a leggerli. Ma, se I monologhi della vagina hanno fatto storia, c'è la speranza che le sue lettere possano fare almeno un po' di rumore.

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