15 Marzo Mar 2017 1916 15 marzo 2017

Il Sud Sudan tra stupri, fame e infanticidi

Da ormai quattro anni lo Stato africano è dilaniato da una guerra civile. A farne le spese, soprattutto donne e bambine, primi obiettivi di una feroce, insensata pulizia etnica.

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Dal 2013 il Sud Sudan è teatro di una sanguinosa guerra civile che, quattro anni dopo, sta trascinando il Paese sull'orlo in una carestia che potrebbe aggravare il bilancio di una delle più grandi crisi umanitarie di sempre. Lo scontro vede opposte le etnie dei Nuer e dei Dinka. Come spesso succede in conflitti di questo tipo, le prime vittime di soldati e guerriglieri sono soprattutto donne e bambini, i cui massacri avvengono all'insegna della pulizia etnica.

STUPRI, FAME, MALATTIE
All'orrore si aggiunge orrore, perché un articolo dell'Independent spiega, citando Save the Children, come gli assassini, per risparmiare munizioni, usino i coltelli per uccidere le vittime inermi. Le testimonianze delle donne sopravvissute fanno impressione: donne trascinate via da casa e sgozzate, bambini legati insieme e gettati nel fiume, la fame e le malattie che decimano i più deboli.

70% DELLE DONNE SONO STATE STUPRATE
Esperienza analoga quella vissuta dalla 14enne Joy, fuggita dal proprio villaggio prima che questo venisse preso d'assalto. Indietro ha lasciato i famigliari, che non sa se siano sopravvissuti. Joan, invece, ha raccontato di stupri di gruppo dove in una notte una singola vittima veniva abusata da dieci aguzzini. Secondo l'Onu, il 70% delle donne che hanno raggiunto i campi profughi sono state abusate, e l'80% di loro ha assistito a violenze. Un dramma che coinvolge un milione e mezzo di persone. E per cui il peggio potrebbe ancora venire.

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