8 Marzo Mar 2017 1628 08 marzo 2017

Niente mimose: date loro il diritto all'aborto

In Irlanda l'8 marzo si sciopera per l'abolizione della legge che prevede fino a 14 anni di carcere per chi interrompe la gravidanza. Ecco la storia di una donna che è dovuta andare in Inghilterra per non essere incriminata.

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SCIOPERO ABORTO IRLANDA

In Irlanda una donna che abortisce rischia fino a 14 anni di carcere. Così vuole l'articolo 8 della costituzione irlandese, che equipara l'interruzione di gravidanza a un reato penale. Per protestare, le donne irlandesi hanno deciso di indire uno sciopero l'8 marzo, in concomitanza con la festa della donna. Il loro obiettivo è chiaro e preciso: far sì che quell'articolo cessi di esistere.

COSTRETTE A VIAGGIARE PER ABORTIRE
Secondo la legge irlandese, la pena è applicabile in tutti i casi di aborto, anche quando la gravidanza è frutto di stupro o incesto o il feto non ha nessuna possibilità di sopravvivere al di fuori dell'utero materno, spiega l'Independent. Le irlandesi in sciopero (ispirato a quello analogo promosso dalle donne polacche) chiedono che l'Irlanda adotti delle politiche che non solo non puniscano l'aborto, ma che mettano le donne in condizione di interrompere la gravidanza senza dover mettere a rischio la propria salute. Le alternative al momento sono due: o procurarsi illegalmente le pillole abortive (dal 2010 al 2012 in Irlanda ne sono state spedite illegalmente almeno 1642 scatole), rischiando anche in questo caso il carcere, o andare in Inghilterra: un viaggio che compiono ogni giorno all'incirca dieci donne irlandesi.

IL DRAMMA DI UNA STUDENTESSA
Buzzfeed ha riportato la storia di una di queste donne, che ha raccontato la trafila a cui si è dovuta sottoporre per portare a termine la propria interruzione di gravidanza. Roisin, all'epoca, era una studentessa 23enne che non era pronta in nessun modo alla nascita di un figlio: non poteva permetterselo economicamente, e avrebbe radicalmente ridimensionato le sue prospettive lavorative. Roisin non si accorse subito di essere incinta, presa com'era dagli esami universitari. Ma quando se ne rese conto, capì subito che aveva una sola alternativa: andare in una clinica privata in territorio inglese. Una soluzione costosa.

LE STORIE DIETRO I NUMERI
Tra viaggio aereo, notti da trascorrere in hotel e costo della pratica abortiva, che può arrivare fino a 1500 sterline, Roisin non era sicura di potercela fare. Ma, fortunatamente, trovò un'associazione che le concesse un prestito, nonché l'alloggio a casa di una volontaria, che le tenne compagnia anche dopo l'aborto. Durante il viaggio di ritorno, notò che sull'aereo insieme a lei c'era una donna che aveva notato nella clinica. In quel momento realizzò che dietro quella statistica secondo cui ogni giorno dieci donne irlandesi vanno in Inghilterra per abortire, non esistevano solo numeri, ma persone come lei, con le proprie storie e difficoltà personali.

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