6 Marzo Mar 2017 1949 06 marzo 2017

Se l'esperienza 'formativa' si trasforma in sfruttamento

Secondo la denuncia dell’Unione degli Studenti della Puglia, l'alternanza scuola-lavoro spesso non offre alcuna opportunità di crescita professionale ai ragazzi. Che invece spesso vengono usati come «manovalanza gratuita».

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«Un’esperienza formativa innovativa per unire sapere e saper fare». Questa è, o meglio dovrebbe essere, l'alternanza scuola-lavoro, attività resa obbligatoria dalla Buona Scuola per gli alunni di terza, quarta e quinta dei licei e degli istituti tecnici e professionali. 'Dovrebbe essere' perché in realtà, secondo la denuncia dell’Unione degli Studenti della Puglia, quello che è descritto come un impegno istruttivo, mette di fatto gli studenti nelle condizioni di essere sfruttati.

«CI SFRUTTANO»
Molti ragazzi si trovano infatti a fare volantinaggio, a pulire i bagni o a passare intere giornate a catalogare locandine. Nadia, riporta Il Fatto Quotidiano, è stata 'inviata' a una fiera dedicata alla promozione dei matrimoni. Il suo lavoro? Dare indicazioni sugli stand e le toilette, anche per 12 ore di fila. Seguendo il corso di cucina si è anche trovata a lavorare al ristorante, ma soltanto in una occasione accanto al cuoco: la sua mansione principale era quella di pulire i tavoli: «Ci usano come manovalanza gratuita», ha affermato. Leonardo, studente del liceo scientifico sperava e si aspettava di andare a finire in un laboratorio di chimica, e invece, pur non seguendo alcun corso di cinema, si è trovato per cinque giorni di fila a catalogare locandine di film degli Anni '80. Matteo, liceo classico, è stato più fortunato: è stato mandato in un ufficio di beni culturali, dove dice di aver fatto una esperienza molto positiva.

«NECESSARIO PRENDERE PROVVEDIMENTI»
Il sottosegretario del ministero dell'Istruzione Gabriele Toccafondi, riporta ancora Il Fatto Quotidiano, davanti alla denuncia dei ragazzi 'ammette' che evidentemente qualcosa non va: «Non difendo i percorsi falsi perché per me quella è scuola. Siamo in una fase iniziale e non possiamo permetterci di sbagliare. Le denunce ci devono essere da parte dei ragazzi. Li invito a farle ai loro professori, ai dirigenti scolastici, agli uffici provinciali e regionali e al ministero», ha affermato, sottolineando che spesso la difficoltà, in alcuni territori, è trovare belle opportunità per tutti. In ogni caso, al ministero garantiscono che si sta pensando a risolvere la situazione: «Stiamo facendo nascere una cabina di regia con il ministero del Lavoro per aiutare le scuole ad individuare le imprese ma non solo e stiamo elaborando una carta dei diritti e doveri dello studente in alternanza».

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