3 Marzo Mar 2017 1650 03 marzo 2017

La terapia molecolare è un fake?

I giudici vietano a due genitori italiani di far curare la figlia malata di tumore a Tel Aviv. Ma il professore interessato, Shlomi Constantini, è stato sospettato in passato di aver somministrato cure non necessarie. Per soldi.

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Una bambina di tre anni malata di tumore al cervello. Il desiderio dei genitori di portarla in Israele per una cura alternativa alla chemio, nonostante quest'ultima sia riuscita a fermare l'espansione della massa tumorale e non abbia avuto conseguenze come nausea e perdite dei capelli. E, infine, su segnalazione dell'Istituto dei tumori di Milano, la decisione del Tribunale dei minori di Milano di vietare ai genitori il 'viaggio della speranza', perché non giustificato dal punto di vista scientifico.

I RISCHI DI UN CAMBIO DI TERAPIA
È una storia destinata a far discutere, quella riportata da la Repubblica, in un'epoca di diffuso (quanto ingiustificato) scetticismo nei confronti delle terapie tradizionali. I genitori della bambina si erano rivolti al professor Shlomi Constantini, di Tel Aviv, secondo cui il tumore non era così grave come sostenuto dai medici italiani. Per affrontarlo, secondo Constantini, sarebbe bastata invece la cosiddetta 'terapia molecolare'. La prassi oncologica, sostenuta da decenni di ricerche, sconsiglia fortemente però cambi di terapia in condizioni di stabilità, come erano quelle della bambina. Da qui l'intervento dei giudici, che però hanno lasciato ai genitori la libertà di scegliere la struttura in cui far curare la figlia, a patto che si trovi in Italia.

UN NEUROCHIRURGO CONTROVERSO
Una decisione prudente, anche alla luce del fatto che il nome di Constantini in Israele è legato al mercato controverso del turismo medico. Un articolo del 2013 del quotidiano israeliano Haaretz indagava sul giro d'affari generato dai pazienti stranieri che si recano in Israele per farsi curare. Constantini, in particolare, avrebbe chiesto 30 mila euro per un'operazione chirurgica. 20 mila sarebbero andati alla struttura ospedaliera, ma non ha voluto rivelare, spiega il quotidiano, che fine avrebbero fatto gli altri 10 mila. Il sospetto di Haaretz è che Constantini intascasse la differenza, anche se il suo onorario era coperto dall'ospedale. Un articolo del 2015 lanciava accuse ancora più pesanti, vale a dire che Constantini fosse solito eseguire prestazioni mediche non necessarie al solo scopo di arricchirsi sulla pelle dei pazienti stranieri. Infine, nel marzo 2016, la polizia aveva affermato che c'erano abbastanza elementi per dare il via ad un'azione penale nei suoi confronti, che non sappiamo se abbia avuto seguito. Così come non sappiamo se i giudici di Milano abbiano preso in considerazione anche queste voci nel prendere la loro decisione.

COME FUNZIONA LA TERAPIA A BERSAGLIO MOLECOLARE
Vale la pena sottolineare che la terapia a bersaglio molecolare, di per sé, non è una bufala. Si tratta, anzi, di uno dei settori di ricerca più promettenti nella cura contro il cancro. Come sottolineato sul sito web dell'Airc, il suo «utilizzo nella pratica clinica è sottoposto a un severo monitoraggio, anche alla luce del rapporto tra i costi molto elevati e i benefici». Rispetto alla chemioterapia tradizionale, che attacca indiscriminatamente tutti i tessuti, la terapia molecolare mira a distruggere esclusivamente le cellule tumorali, diminuendo così gli effetti collaterali. Inoltre, può essere declinata in modo diverso da paziente a paziente, permettendo una personalizzazione in base a esigenze specifiche. Di contro, le cellule tumorali potrebbero sviluppare una sorta di resistenza contro questi farmaci, rendendoli nel tempo meno efficaci.

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