23 Febbraio Feb 2017 1952 23 febbraio 2017

Bianchi si nasce, ma si può guarire

La femminista Sandra Kim ha attivato un corso che vuole spiegare alle persone di etnia caucasica quanti stereotipi e atteggiamenti suprematisti abbiano interiorizzato. Ma c'è chi la accusa di razzismo.

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Racism

Un corso in dieci lezioni per imparare a guarire dalla whiteness, che potremmo tradurre come 'bianchismo'. Tradotto: l'adesione a punti di vista sul mondo razzisti, sterotipati e suprematisti, 'giustificati' unicamente dall'avere la pelle bianca. Tutti atteggiamenti da cui, secondo la fondatrice del blog femminista Everyday Feminism Sandra Kim, si può guarire.

ACCUSE INCROCIATE
Basta seguire appunto il suo corso Healing from Toxic Whiteness, 'Guarire dal bianchismo tossico' (lasciateci passare il neologismo). Per il quale, però, Kim e Dara Silverman, attivista contro le discriminazioni in sede legale basate sul colore della pelle, si sono paradossalmente viste accusare proprio di razzismo.

RAZZISMO STRISCIANTE
Sandra Kim, come riporta l'Independent, si è difesa spiegando che, a suo parere, una persona si sente 'bianca' non per il colore della pelle, ma per i costrutti sociali da cui è guidato. Per Kim, il razzismo non si manifesta solo in maniera esplicita, ma anche nelle strutture politiche e di potere che hanno radici nella cultura europea. Convinzioni che, fino a febbraio 2017, hanno convinto almeno 2 mila persone ad iscriversi al corso di detox.

BIANCHI PER SCELTA ALTRUI
Kim è anche convinta che essere razzisti faccia male ai razzisti stessi: le politiche xenofobe, infatti, vengono sfruttate dalle élite per distogliere l'attenzione dai veri problemi politici, economici e sociali, innescando così una guerra tra poveri che permette ai più ricchi di continuare ad agire indisturbati. L'obiettivo di Kim è «curare» le persone di discendenza europea e liberarli da stereotipi a cui, secondo lei, non hanno autonomamente scelto di aderire, e facendo loro capire il livello di suprematismo bianco che hanno interiorizzato.

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