26 Gennaio Gen 2017 1645 26 gennaio 2017

Siamo cinesi, niente figli

Il governo ha tolto il limite che impediva di dare vita a famiglie allargate. Ma nel Paese, i giovani d'oggi pensano solo al lavoro. E scatta l'emergenza pensioni. Proprio come in Italia.

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POPOLAZIONE CINESE

Per anni la popolazione cinese ha dovuto resistere alla tentazione del secondo figlio. Oggi che il governo ha detto basta alla politica del figlio unico, però, qualcosa non torna. Perché i 'figli del dragone', a quanto pare, non hanno nessuna voglia di mettere su delle famiglie allargate. Al via libera del governo, infatti, non hanno fatto seguito delle politiche adeguate per sostenere una popolazione che, ormai, ha tratti demografici sempre più simili a quelli dell'Occidente.

ENIGMA PENSIONI
Perché i cinesi (e le cinesi), ora lavorano. Il tempo per seguire un bambino come si deve non ce l'hanno. E, dal 2018, si prevede una diminuzione della popolazione totale. Una goccia nel mare del miliardo e 357 milioni di abitanti, ma pur sempre un dato negativo che preoccupa la Commissione salute. E non solo. Perché in Italia (e in Europa) sappiamo bene che cosa succede quando la popolazione invecchia: scatta l'emergenza pensioni.

PIÙ CHE DIMEZZATI ENTRO IL 2100?
In Cina, ricorda Repubblica, ci sono 230 milioni di ultrasessantenni, e nei decenni, ovviamente, il numero di questi aumenterà. La politica del figlio unico si stima che abbia impedito la nascita di circa 200 milioni di bambini; un dato che sommato all'attuale ritrosia dei giovani nel mettere su famiglia, fa prevedere scenari apocalittici. Addirittura, la diminuzione della popolazione a 500 milioni entro il 2100.

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