18 Gennaio Gen 2017 1155 18 gennaio 2017

Nuovo esame di maturità: promosso o bocciato?

Dal 2018 per essere ammessi non servirà la sufficienza in ogni materia, ma basterà la media del 6. Inoltre, addio alla terza prova e alla tesina per l'orale. Una piccola rivoluzione scolastica che fa già discutere.

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Dal 2018 per poter essere ammessi all'esame di maturità basterà la media del 6, condotta inclusa, e non sarà più necessaria la sufficienza in tutte le materie. Novità anche per l'esame stesso, ridotto a due prove scritte (via la terza prova) più il colloquio orale, ma senza la tesina da presentare alla commissione. Cambia anche l'attribuzione dei crediti: 40 punti per i risultati scolastici dell'ultimo triennio (finora erano 25) e 20 per ognuna delle tre prove d'esame, che di conseguenza vedere ridotto il suo peso.

A OGNI STUDENTE LA SUA MATERIA
Una piccola rivoluzione approvata da Roberto Vecchioni, per oltre 30 anni docente di latino e greco nei licei: «Un ragazzo va valutato sempre nel complesso delle sue capacità, nell'insieme della sua preparazione, non per ogni singola materia. Essere ammessi alla maturità non deve essere mai una mera questione matematica di somme», ha detto il cantautore a Repubblica. D'accordo anche Luigi Berlinguer, ministro dell'Istruzione dal 1996 al 2000, che ha parlato con Il Messaggero: «Invece di pretendere che gli studenti siano bravi in tutto, con la sufficienza obbligatoria in tutte le materie, dovremmo capire che ci sono materie in cui una persona eccelle e altre in cui non si riesce ad andare bene […] Uno studente con 8 in matematica, infatti, non può essere bocciato perché ha un 5 in italiano».

IL 'PROBLEMA' DELLA CONDOTTA
La media del 6 in sé non sarebbe un problema. Per alcuni, però, potrebbe esserlo il fatto che venga considerata anche la condotta: «Ha sempre un voto alto, spesso 8 e 9, ma non è possibile che vada a compensare gravi insufficienze presenti in altre materie», ha detto sempre al Messaggero la responsabile scuola di Forza Italia Elena Centemero, che poi ha spostato l'attenzione sul 'quizzone' scomparso: «Mi chiedo dove sia finita la valutazione della lingua inglese. Oggi nella terza prova possono esserci domande di inglese, anche sulla letteratura. Senza terza prova sparirà dall'esame mentre i nostri ragazzi, nel mondo della globalizzazione, hanno bisogno di conoscere la lingua inglese perfettamente».

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