10 Ottobre Ott 2016 1423 10 ottobre 2016

Niente gatti, siamo jihadisti

Nuova fatwa nello Stato Islamico. Questa volta è contro i felini: allevarli e adottarli sarebbero considerate usanze troppo occidentali. Eppure Maometto non la pensava così.

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Jihadista gattino

Prima erano i piccioni, ora è il turno dei gatti. È l'ultimo divieto in casa Isis. Nella città di Mosul, roccaforte dello Stato Islamico, è arrivata una nuova fatwa (sentenza giuridico-religiosa vincolante per i musulmani) che vieta agli abitanti iracheni di allevare i felini perché andrebbero contro la visione, l’ideologia e le credenze jihadiste.

PIACEVANO A MAOMETTO
Se nel 2015 fu dichiarata guerra ai pennuti perché mostravano i genitali durante il volo e ciò era ritenuto offensivo per i musulmani, per questa nuova decisione, una sentenza a tutti gli effetti, non si capisce ancora quale sia l'offesa arrecata. Di sicuro è stata una sorpresa scioccante e inaspettata per diversi motivi. Se da un lato ci sono in rete foto di militanti jihadisti in compagnia dei gatti in posa da 'terroristi gentiluomini', da un altro ci sono leggende che riguardano Maometto. Pare, infatti, che lo stesso Profeta avesse una grande predilezione per questi quadrupedi. L'unica soluzione a questo 'enigma' potrebbe trovarsi nelle stesse foto che circolano sul web: sembra che l'abbinamento jihadista-gatto sia stato considerato troppo occidentale dai più rigidi fondamentalisti.

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