3 Ottobre Ott 2016 1430 03 ottobre 2016

Sobria fertilità

Arrivata al terzo atto, la campagna lanciata dal Ministero della Salute si fa meno aggressiva. Basta clessidre e 'cattive compagnie'. Arrivano infografiche e notizie utili.

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fertility day

Arriva al terzo atto la campagna d'informazione sulla fertilità del governo. Dopo le accuse di sessismo del primo lancio e quelle di razzismo del secondo, il Ministero della Salute ha deciso di puntare su uno stile più sobrio e impersonale. Nelle nuove locandine, infatti, non compaiono clessidre, banane e cicogne, né 'buone' o 'cattive' compagnie: soltanto infografiche e cifre accompagnate da notizie utili e, in alcuni casi, poco note. Nelle locandine si leggono una serie di informazioni sulla cura della salute sessuale. Si spiegano quindi le cause di infertilità più comuni. Fumo, alcol, cattiva alimentazione, infezioni sessuali o malattie come l'endometriosi, l'ovaio policistico, l'azoospermia, la varicocele.

DATI NON RASSICURANTI
Negli opuscoli si usano termini più scientifici e un linguaggio meno aggressivo della campagna iniziale. Non ci sono più clessidre o slogan allarmisti, ma il 'tempo che passa' resta tra gli argomenti più importanti. Pur attribuendo agli uomini il 40% dei casi di infertilità di coppia, le nuove locandine non mancano di ricordare che le italiane arrivano in media quasi a 32 anni alla prima gravidanza, ovvero quando la curva della fertilità comincia a scendere drasticamente.

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