30 Settembre Set 2016 1728 30 settembre 2016

Uno sciopero per salvare l'aborto

Il governo polacco vuole di fatto proibire l'interruzione di gravidanza, in qualsiasi caso. Così le donne hanno indetto la 'protesta nera', per paralizzare l'economia locale e bloccare la nuova legge.

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ABORTO POLONIA PROTESTA

Uno sciopero per bloccare la stretta sull'aborto. Succede in Polonia, dove le cittadine sono disposte a mettere in crisi l'economia del Paese per protestare contro i piani del governo che, di fatto, renderebbero illegale l'interruzione di gravidanza. L'inizio dello sciopero è previsto per lunedì 3 ottobre.

CINQUE ANNI DI CARCERE
In Polonia, un Paese fortemente cattolico, le leggi sull'aborto sono già particolarmente restrittive, perché lo consentono solo in caso di stupro o qualora la vita della madre e del feto siano a rischio. I piani del governo sono di abolire anche queste eccezioni. Attualmente, le donne che si fanno praticare un aborto clandestino sono punite con pene che arrivano fino a cinque anni di reclusione.

PROTESTA NERA
Lo sciopero organizzato è noto ai media polacchi come la «protesta nera». I manifestanti sono stati invitati a indossare abiti neri. Le città coinvolte dovrebbero essere almeno una sessantina, e pare che molti negozi rimarranno chiusi per dare un segno di solidarietà. Così come hanno già fatto alcune importanti personalità di origine polacca, ad esempio la modella Anja Rubik.

ABORTI NASCOSTI
Le cifre ufficiali, secondo quanto riportato dall'Independent, affermano che ogni anno vengono praticati mille aborti legali. Ma si stima che quelli illegali siano molti, molti di più: addirittura 150 mila, solitamente portati a termine grazie a pillole comprate clandestinamente sul web.

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