27 Settembre Set 2016 1725 27 settembre 2016

Lesbiche che odiano la surrogata

Un appello contro l'utero in affitto è stato firmato da 50 donne omosessuali per chiedere di mantenere la norma per cui la madre legale è colei che ha partorito. E sottolineare che «la capacità riproduttiva femminile non è in vendita».

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maternità surrogata

Si torna a parlare di maternità surrogata. A riportare l'attenzione sulla questione, un documento contrario alla pratica firmato da 50 lesbiche. L'intenzione delle firmatarie, riporta Repubblica, è quella di affermare il principio di autodeterminazione delle donne e dei diritti dei neonati: l'appello si scaglia contro la mercificazione del corpo femminile e dei bambini.

IL DOCUMENTO
La richiesta è quella di «mantenere la norma di elementare buon senso per cui la madre legale è colei che ha partorito, e non la firmataria di un contratto, né l’origine dell’ovocita». Nel documento, inoltre, si invitano tutti i Paesi «a rispettare le convenzioni internazionali per la protezione dei diritti umani e del bambino di cui sono firmatari e di opporsi fermamente a tutte le forme di legalizzazione della maternità surrogata sul piano nazionale e internazionale, abolendo le leggi che l’hanno introdotta». I promotori hanno sottolineato che non si tratta di un documento proibizionista ma «è contrario ai contratti e agli scambi di denaro per comprare e vendere esseri umani».

L'APPOGGIO DEL MONDO CATTOLICO
Il mondo cattolico ha apprezzato fermamente l'iniziativa: Paola Binetti, deputata di Area Popolare, ha definito il progetto (in gran parte) condivisibile e molto coraggioso. Tra i sostenitori, il presidente di Equality Italia Aurelio Mancuso, presidente Equality Italia, il fondatore dell'arcigay Gianpaolo Silvestri, e alcune famose femministe come Barbara Federici e Ariel Salleh.

«NESSUNO SFRUTTAMENTO»
Molte laiche sono invece contrarie, come la filosofa bioeticista Micaela Ghisleni secondo la quale, scrive ancora Repubblica, con la maternità surrogata «non c'è sfruttamento della donna né commercio del corpo umano, e gli interessi dei bambini sono tutelati». Problema che potrebbe verificarsi, ha aggiunto la studiosa solo «in contesti nei quali l'autodeterminazione della donna è messa a rischio da condizioni economiche disagiate e da subalternità culturale». Inoltre, ha sottolineato la Ghisleni, «la Corte Europea dei diritti dell'uomo ha affermato in più di un'occasione che il genitore è colui che ha intenzione di crescere il bambino».

IL CASO DI MARIA SOLE
Una questione, quella relativa all'utero in affitto, che riguarda indistintamente etero e gay. E che, evidentemente, continua a dividere marcatamente l'opinione pubblica. Durante la conferenza stampa di presentazione del 13esimo Congresso dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, in programma a Napoli dal 30 settembre al 2 ottobre, è intervenuta Maria Sole. La donna, 32enne, ha lanciato un emozionato appello per trovare una madre che abbia voglia di aiutarla a diventare madre: «Ho un compagno che amo e insieme vorremo diventare genitori, ma ci sono ostacoli insormontabili. Sono nata senza utero ma sono fertile, i miei gameti sono idonei al concepimento, ma non ho nel corpo una culla affiche l'embrione cresca».

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