6 Settembre Set 2016 1317 06 settembre 2016

Fece infuriare le femministe

È morta Phyllis Schlafly, storica esponente 92enne della destra statunitense. Verrà ricordata per quella che fu la sua 'vittoria' più importante: l'aver bloccato l'emendamento per le pari opportunità.

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Phyllis Schlafly

C'è stato un momento nella storia degli Stati Uniti in cui le donne furono molto vicine all'essere costituzionalmente riconosciute come pari agli uomini in tutto e per tutto. Era il 1979, e l'Equal Rights Amendment (emendamento per le pari opportunità) era sul punto di essere approvato dopo aver trascorso quasi mezzo secolo in un limbo di dibattiti e controdibattiti. Ma le attiviste dell'epoca non avevano fatto i conti con Phyllis Schlafly, la politica statunitense morta di cancro il 5 settembre 2016 all'età di 92 anni.

TORTE IN FACCIA E SANGUE DI MAIALE
Un'antifemminista, una conservatrice, una donna contro le donne. Nel corso della sua vita Phyllis si è vista rivolgere appellativi un po' di tutti i tipi, oltre all'accusa di aver tradito il suo stesso sesso. Ma più che un'antifemminista, Phyllis Schlafly era prima di tutto una donna di destra. Anche estrema, se vogliamo. Come racconta il Guardian, Schlafly salì agli onori della cronaca grazie al suo libro A Choice Not An Echo, una cronaca delle convention repubblicane che divenne manifesto dell'estrema destra. Negli Anni 70 fu al centro del dibattito sull'emendamento: «Io sto difendendo i veri diritti delle donne. Una donna dovrebbe avere il diritto di stare a casa come moglie e come madre». Le dichiarazioni di Schlafly infiammarono gli animi, al punto che alcuni attivisti giunsero a prenderla a torte in faccia e gettarle addosso del sangue di maiale. La femminista Betty Friedan le disse: «Vorrei metterti al rogo».

APPOGGIAVA TRUMP
Quasi 30 anni più tardi, nel 2007, Schlafly spiegò che a suo modo di vedere la costituzione americana era già neutrale, e assicurava a uomini e donne gli stessi diritti fin dall'inizio. Ormai 80enne, conitnuava a scrivere editoriali che venivano pubblicati su molti quotidiani e commentava in radio i fatti politici della settimana. Le ultime battaglie per cui ha combattuto e che animano buona parte del partito repubblicano, sono quelle contro l'aborto e i matrimoni omosessuali. Inoltre, non aveva fatto mancare il suo endorsement a Donald Trump.

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