10 Agosto Ago 2016 1927 10 agosto 2016

Il supercomputer che è più bravo dei medici

Gli sono bastati dieci minuti per elaborare una diagnosi a cui i dottori non avevano pensato e salvare così la vita di una donna affetta da una rara forma di leucemia.

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Si chiama Watson, come l'amico di Sherlock Holmes. Ma il supercomputer targato Ibm, in realtà, sembra più un collega del burbero dottor House, il geniale medico della serie tivù. Altrettanto bravo, ma nettamente più veloce. Gli sono bastati appena dieci minuti per elaborare una diagnosi e una terapia che hanno salvato la vita di una donna, affetta da una rara forma di leucemia che i medici in carne e ossa non avevano ipotizzato.

A BREVE IN ITALIA
La storia, che sa di fantascienza e che invece è realtà, è successa a Tokyo. La 66enne Ayaco Yamashita stava perdendo la battaglia contro il male che l'affliggeva dal 2005, e contro cui i trattamenti standard si stavano rivelando inefficaci. Per fortuna c'era Watson: il supercomputer ha analizzato oltre 20 milioni di cartelle cliniche e suggerito un farmaco non ancora adottato. Alla fine, ha dimostrato di aver ragione. La donna è pian piano migliorata, fino ad essere dimessa. È la prima volta che accade qualcosa del genere in Giappone, ma 'colleghi' di Watson sono già al lavoro in alcuni centri Usa. E, a breve, dovrebbero arrivare anche in Italia, in particolare nell'area Expo, dove aprirà una divisione del programma Health, a cui è legato il calcolatore.

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