5 Luglio Lug 2016 1400 05 luglio 2016

Se il décolleté vale più dell'esperienza

Secondo il dottor Sevag Kertechian, ricercatore della Sorbona di Parigi, le aziende sono più inclini a prendere in considerazione i curriculum delle candidate che allegano foto sexy.

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Metti in mostra il décolleté e il posto di lavoro sarà tuo: questo l'accattivante (e, aggiungiamo noi, maschilista) messaggio che viene lanciato dalla scienza. Se, da una parte, c'è chi lo trova particolarmente divertente, dall'altra c'è chi si indigna nel vedere tramontare il detto «L'abito non fa il monaco». La scoperta non lascia spazio a libere interpretazioni e mette in risalto una triste verità: la donna è sempre giudicata prima per il suo aspetto fisico e solo in secondo luogo per la sua intelligenza.

STUDI CHE FANNO LA DIFFERENZA
Una ricerca lunga due anni per affermare un ovvietà: l'apparenza, il fisico, le belle forme, il vestiario fanno la differenza in ambito lavorativo. Lo studio che conferma un pensiero abbastanza diffuso è stato presentato a Londra in occasione della conferenza internazionale 'Appearance matters' (L’apparenza conta), tenuta dal dottor Sevag Kertechian, ricercatore della Sorbona di Parigi.

OLTRE ALLE GAMBE C'É DI PIÚ 
Per anni le donne si sono battute per ottenere parità di diritti rispetto al sesso maschile. Ma lo studio del professor Kertechian rischia di rovinare tutto. Lo scienziato afferma che, per redarre un buon curriculum vitae, i titoli di studio o le esperienze lavorative non contano poi molto. Ciò che le aziende notano a primo impatto sono le immagini. Ecco allora i consigli del luminare: inserire foto sexy e scatti a mezzo busto con un bel décolleté in mostra (per chi può permetterselo). Aboliti, invece, scatti con dolcevita o camicie abbottonate.

ESCILE
«A prescindere dal lavoro, la candidata con il vestito più scollato ha più possibilità di ottenerlo, anche se si tratta di posizioni di responsabilità», ha dichiarato Kertechian. A parlare sono soprattutto i risultati: scegliendo due donne affini fisicamente, e con un curriculum altrettanto simile, spedito a cento imprese diverse, è stato accertato come la ragazza che ha allegato foto più disinibite sia stata contattata sessantotto volte in più della rivale, più pudica, per un colloquio.

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