25 Maggio Mag 2016 1958 25 maggio 2016

«Noi disabili non siamo teneri»

La responsabile casting di una fiction Rai diretta dalla Archibugi pubblica su Facebook un annuncio rivolto a adolescenti affetti da nanismo e con un aspetto capace di commuovere il pubblico. Scoppia la polemica.

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casting tenerezza nano

Usare la disabilità come un espediente strappalacrime? Scorciatoia stereotipata degna della peggiore narrativa. Eppure l'annuncio di un casting per la prossima fiction di Francesca Archibugi Romanzo famigliare, prodotta da Wildside per la Rai, dà proprio questa idea: «Cercasi ragazzo di 15/18 anni nano o con altra disabilità che trasmetta tenerezza». L'annuncio, pubblicato su Facebook dalla responsabile del casting Luana Velliscig, è stato subissato di critiche, da disabili e non. Subito dopo la frase incriminata è stata rimossa, ma ormai era troppo tardi. E l'hashtag di protesta era già partito: #tenerezzastocazzo.

IL PIETISMO NON PORTA A NULLA
L'hashtag è stato rilanciato in un video dal giornalista Gianluca Nicoletti e da suo figlio Tommy, affetto da disabilità. Comprensibile l'indignazione dei disabili, che non ci stanno a vedersi ancora una volta protagonisti di una rappresentazione all'insegna del pietismo. La commozione facile, in realtà, non sposta di una virgola l'attenzione dell'opinione pubblica nei confronti delle reali difficoltà affrontate da chi soffre di disabilità. E, soprattutto, non rende note le loro esigenze, riducendoli sempre a soggetti passivi per cui provare una compassione estemporanea che non porta davvero a nulla. A sceneggiatori e autori consigliamo di guardarsi il Trono di Spade e imparare qualcosa dal personaggio di Tyrion Lannister.

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