23 Maggio Mag 2016 1329 23 maggio 2016

Che Grana per Beautiful

La soap opera statunitense sotto accusa per una battuta sul formaggio italiano.

  • ...
Grana Padano a Beautifull

«Accidenti: ho comprato il Grana Padano e non il Parmigiano Reggiano». Questa la battuta che ha fatto andare su tutte le furie il Consorzio del Grana Padano. Soprattutto perché questa discriminazione culinaria arriva dalla celebre soap opera Beautiful. Ecco allora che il Consorzio ha dato mandato ai propri legali per fare causa ai produttori del programma. «Ci è sembrano un brutto scivolone, per di più gratuito e senza fondamento e che ci arriva per giunta da un mercato, quello americano, che è il secondo punto di approdo mondiale del nostro prodotto, dopo la Germania», ha spiegato al Corriere della Sera Stefano Berni, direttore del Consorzio Grana Padano.

UNA GRANA IN CUCINA
Tutto nasce dalla battuta pronunciata da Charlie Webber, uno dei componenti della sterminata famiglia allargata dei Forrester. L'uomo è in cucina intento a preparare la cena. Di colpo si accorge di aver acquistato una confezione di Grana Padano, anziché di Parmigiano Reggiano. La rabbia e il disgusto sono visibili tanto che Charlie abbandona di punto in bianco la cucina, prendendosela con se stesso per il fatale errore. Il cuoco riesce a placarsi solo quando riesce a recuperare un barattolo di Parmigiano grattugiato. Se da una parte negli Stati Uniti la pubblicità comparativa tra prodotti simili è consentita, dall'altro lo è solo all'interno di uno spot e non di un film o telefilm. Ecco perché i produttori del Grana Padano si sono sentiti danneggiati da quella pubblicità negativa.

REGOLE VIOLATE
«I nostri creativi pubblicitari ci confermano che il comportamento degli sceneggiatori ha violato le regole sulla pubblicità in vigore negli Usa: dal tono e dall’atteggiamento dell’attore traspare un atteggiamento spregiativo. Ma il problema è che tanto il Grana quanto Beautiful sono due prodotti globali: non vengono distribuiti solo in America, ma in una gran quantità di Paesi e dunque il danno che possiamo aver subito è esteso, il consumatori raggiunti potenzialmente da quel messaggio negativo sono centinaia di milioni. E di conseguenza valuteremo il danno quando arriverà il momento opportuno. Per ora non abbiamo avanzato richieste», ha aggiunto Stefano Berni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso