27 Aprile Apr 2016 1907 27 aprile 2016

Dire «no» non basta?

Il 28 aprile il Parlamento tedesco discuterà la riforma della legge sui reati sessuali. Un testo ambiguo, che ha alimentato numerose polemiche. Ecco perché.

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violenza sessuale

Il 28 aprile il Parlamento tedesco deve discutere la riforma della legge sui reati sessuali, messa in discussione dopo le violenze di Capodanno a Colonia. Il testo presentato è però molto contestato: in base a quanto riportato, infatti, anche in futuro, perché lo stupratore venga condannato, la vittima deve dimostrare di aver opposto resistenza al suo aggressore. Senza prove, il criminale resta impunito.

UN DISEGNO DI LEGGE PERICOLOSO
Così, un gruppo di associazioni nonviolente e femministe hanno lanciato l'iniziativa «No significa no» e hanno scritto una lettera aperta (e firmata da sigle come Terre des Femmes e dal comitato tedesco di Un Women, e da personalità dello spettacolo e dell'arte) alla cancelliera Angela Merkel e ai deputati tedeschi, per opporsi a un disegno di legge definito 'pericoloso e ambiguo'.

L'AMBIGUITÀ DEL TESTO
Secondo il testo, elaborato dal ministro della Giustizia Heiko Maas, è punibile chi sfrutta una «situazione in cui un’altra persona è incapace di opporsi» (a causa di problemi fisici o psichici, per paura di 'ripercussioni' in caso di rifiuto, o perché la violenza avviene 'a sorpresa'). Negli altri casi, a violenza avvenuta, è obbligatorio portare la prova inequivocabile della resistenza. Una norma che rischia di creare numerose difficoltà di giudizio e che, evidentemente, per le organizzazioni che si oppongono, non basta. «Un no chiaramente espresso deve bastare per punire un o una colpevole», ha affermato Karin Nordmeyer, presidente del Comitato tedesco di Un Women.

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