20 Aprile Apr 2016 1737 20 aprile 2016

Tutti con il velo per un giorno

La facoltà di Scienze Politiche di Parigi ha promosso, il 20 aprile, l'Hijab Day. Un evento nato soprattutto per cercare di demistificare l'utilizzo (per scelta) del foulard. Non sono mancate le polemiche.

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Il 20 aprile la facoltà di Scienze Politiche di Parigi ha festeggiato, per iniziativa di alcuni studenti, l'Hijab Day. Un'iniziativa per sensibilizzare la comunità e per tentare di «demistificare il velo», hanno spiegato gli organizzazioni sulla pagina Facebook dedicata all'evento. E hanno aggiunto: «Invitiamo tutti a partecipare e a indossare il foulard per un giorno. È la persona che lo porta che dà un senso all'indumento. Ed è l'unica legittimata a farlo». Tra i partecipanti, anche molti uomini.


UN PROGETTO ISPIRATO AL WORLD HIJAB DAY
Contestualmente, gli studenti hanno voluto con questa giornata cercare di far comprendere ai partecipanti «la stigmatizzazione cui sono sottoposte le molte donne musulmane in Francia». Per questo, il progetto si è ispirato a un'iniziativa mondiale, il World Hijab Day, che ha luogo ogni primo  febbraio, dal giorno della sua istituzione, nel 2013.  Creata da un newyorkese l'idea è quella di onorare le donne che scelgono di coprirsi volontariamente. 

L'IMPORTANZA DI ASCOLTARE
L'Hijab Day ha ricevuto il sostegno anche dell'associazione femminista del corso di laurea, Politiqu'elles, che vuole accogliere le parole «di coloro di cui si parla sempre ma che non vengono mai ascoltate».

LE POLEMICHE
Nonostante questo, l'evento ha suscitato numerose polemiche sui social, e la pagina Facebook dedicata alla manifestazione è stata soppressa. Ma «non vogliamo perdere tempo a segnalare i messaggi islamofobi, odiosi e razzisti ricevuti», hanno detto gli organizzatori. Romain Millard, studente di diritto pubblico e presidente dell'associazione I Repubblicani ha detto a Le Figaro: «In un primo momento ho pensato fosse uno scherzo. Considero il velo una scelta intima e non un'esperienza culturale da condividere», ha affermato. Il nuovo movimento Fronte National di Scienze Politiche, da parte sua, ha visto l'evento come «una provocazione politica», «un'iniziativa particolarmente disgustosa». Perché, per il gruppo, «le donne velate non sono più cittadine, ma membri di un gruppo religioso di protesta».

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