18 Aprile Apr 2016 1425 18 aprile 2016

In gita? O tutti o nessuno

Una 13enne di Legnano era stata discriminata dai compagni perché autistica: nessuno la voleva in stanza. Il ministero dell'Istruzione ha deciso all'ultimo di bloccare il viaggio scolastico per tutti gli alunni.

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Se tutti gli alunni della classe non posso partire per la gita, la gita non si fa. È l'ultima decisione presa dal ministero dell'Istruzione in merito al caso della studentessa di Legnano affetta da autismo ecostretta a saltare un viaggio scolastico a Mauthausen perché poco gradita dai compagni, quindi discriminata. Il provvedimento è stato preso a pochissime ore dalla partenza della gita che avrebbe dovuto portare la classe a Salisburgo e poi a nel campo di concentramento austriaco. «Aspettiamo che l'ispettore faccia il suo lavoro e poi vediamo», spiega a Repubblica il direttore scolastico regionale, Delia Campanelli: «Ho tranquillizzato la mamma della ragazza, ho sentito la scuola e abbiamo avvisato le altre famiglie: una gita può aspettare, ma non si poteva far partire quella classe senza aver chiarito cosa sia successo».

LA POSIZIONE DEL MINISTRO GIANNINI
Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini è scesa in campo in prima persona a fianco delle famiglie con figli al centro di esclusioni da attività scolastiche a causa del loro stato di salute: «Come madre, ancor prima che come ministro», ha scritto in un lungo post su Facebook, «sono rimasta molto colpita questa settimana da quanto accaduto a Livorno, Isernia e Legnano dove tre dei nostri ragazzi, Giulio, Luigi e Francesca (la chiamerò così) sono rimasti esclusi dalla gita della loro classe perché affetti da autismo». Il Ministero, attraverso i suoi Uffici territoriali, ha ricordato, «è subito intervenuto, contattando le scuole, le famiglie per approfondire l'accaduto e cercare di riportare il dialogo nelle comunità scolastiche coinvolte. Perché siamo tutti Giulio, Luigi, Francesca. E non potrebbe essere altrimenti. Perché la scuola raggiunge il proprio obiettivo educativo quando è luogo di rispetto ed inclusione, non certo di esclusione». «Il caso di Legnano è in questo senso emblematico, visto che la gita in discussione sarà a Mauthausen, luogo simbolo del disprezzo della persona umana».

I COMPAGNI NON LA VOLEVANO IN STANZA
La ragazzina autistica, vittima di bullismo, era stata rifiutata dai compagni di classe che, con tramite messaggi su WhatsApp, avevano fatto sapere di non volerla in stanza con loro. La madre della 13enne, così, aveva optato per tenerla a casa: «Se non la vogliono, non è giusto che partecipi; è già stata umiliata, evitiamo ulteriori violenze». Il ministro Giannini, venuta a conoscenza del caso, ha telefonato alla madre, promettendo immediata chiarezza, invitando la famiglia a Roma per un incontro, e iniziando già a studiare nuove strategie per arginare sempre il bullismo tra le mura scolastiche.

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