13 Aprile Apr 2016 1648 13 aprile 2016

«Non mandateci incontro alla morte»

Gli steward omosessuali di Air France hanno lanciato una petizione sul web per chiedere alla compagnia il diritto di non viaggiare verso l'Iran. Nel Paese mediorientale i gay sono puniti con la pena capitale.

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Lunedì 7 aprile sul web è stata lanciata una petizione, indirizzata al presidente di Air France e al segretario di Stato incaricato ai trasporti, da parte degli steward della compagnia.

«L'IRAN CONDANNA I NOSTRI SIMILI PER QUELLO CHE SONO»
Dopo che le hostess e le pilote hanno ottenuto, il 4 aprile, il diritto di non viaggiare verso l'Iran (perché sarebbero costrette a indossare il velo), gli impiegati gay hanno chiesto alla società lo stesso potere. Nel Paese mediorientale, infatti, l'omosessualità è punita con la morte. «La pena può andare da 74 colpi di frusta per i minori fino all'uccisione per  gli adulti», si legge nella raccolta firme di Change.org. «Certo, l'omosessualità non viene segnalata sui documenti né cambia il modo di lavorare dell'equipaggio, ma per ragioni tanto morali quanto umane è inconcepibile costringere qualcuno ad andare in un Paese dove i suoi simili sono condannati per quello che sono», ha aggiunto l'autore della petizione, Laurent M.

«NON ERO A CONOSCENZA DELLA PETIZIONE»
Flore Arrighi
, presidente della sezione dell’Unione del personale navigante dell’aviazione civile (Unac) presso Air France, ha affermato di non essere a conoscenza della raccolta firme e ha sottolineato che la «domanda di potersi sottrarre a questi viaggi è stata affrontata dall'intero personale della compagnia, senza discriminazione di sesso e orientamento sessuale». Lo staff di Air France, tuttavia, ha accordato la possibilità di rifiutare soltanto al personale femminile.

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