13 Aprile Apr 2016 1057 13 aprile 2016

Ginevra, ricercatrice italiana uccisa a sprangate

Valentina Tarallo, torinese di 29 anni, è stata aggredita e presa a sprangate da un uomo mentre stava rientrando a casa. Sfuma l'ipotesi della rapina. Si cerca un uomo.

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Ricercatrice uccisa a Ginevra, dubbi sulla rapina

Rientrava a casa dopo una giornata di lavoro all'Università di Ginevra, dove faceva la ricercatrice, quando un uomo l'ha aggredita con violenza e uccisa.
Valentina Tarallo, torinese di 29 anni, è stata colpita alla testa con una spranga. Poi i soccorsi e la corsa in ospedale, dove è morta per le gravi ferite riportate. Un'altra tragedia per il mondo accademico torinese, dopo il lutto per Serena Saracino, la studentessa Erasmus morta nello schianto di un bus al rientro da una gita a Valencia.
Pare che Valentina conoscesse il suo assassino: è l'ipotesi al vaglio degli investigatori della polizia svizzera, che sta dando la caccia ad un uomo, pare già noto alle forze dell'ordine per altre aggressioni. All'origine dell'omicidio, secondo l'ipotesi al vaglio degli inquirenti potrebbe quindi non esserci una rapina come si era pensato in un primo momento.

A GINEVRA PER UN DOTTORATO
Originaria di La Loggia, dove la famiglia vive tuttora, Valentina si era trasferita a Ginevra per un dottorato in microbiologia molecolare nella città elvetica, dove ora le forze dell'ordine danno la caccia al suo assassino. Il delitto è avvenuto la sera dell'11 aprile davanti al numero civico 22 di avenue de la Croisette, vicino all'ospedale pediatrico. «Era riversa a terra, vicino alle auto parcheggiate, con i soccorritori che si davano da fare per aiutarla», ha raccontato un abitante della zona. «Vicino a lei c'era quel bastone di ferro, forse un piede di porco, lungo 60-70 centimetri», forse l'arma del delitto che i poliziotti svizzeri hanno sequestrato.

INDAGINI SERRATE
Le indagini per dare un nome, e un volto, all'aggressore sono serrate, mentre a La Loggia amici e vicini di casa piangono quella ragazza «sempre sorridente e solare», che «amava il balletto, le feste e cucinare il tiramisù con la ricetta della mamma», come ricorda il suo profilo sul sito internet dell'università di Ginevra. «Valentina era una ragazza speciale, sono cresciuta con lei e il solo pensiero di non poterla più rivedere mi fa venire i brividi», racconta un'amica della studentessa, scossa e travolta dal dolore. «Lo scorso weekend era tornata a casa», ha aggiunto, «ma era ripartita subito per proseguire quel lavoro che l'aveva portata lontano ma che tanto le piaceva». I genitori sono rientrati dalla Puglia, dove si trovavano, ed ora stanno raggiungendo la Svizzera. «In queste ore di drammatico dolore siamo vicini alla famiglia di Valentina», ha commentato il sindaco di Torino, Piero Fassino, esprimendo «orrore e sdegno per il feroce assassinio».

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