21 Marzo Mar 2016 1420 21 marzo 2016

Genitori che censurano cartoni animati

In una scuola materna di Perugia è stata annullata un'attività extrascolastica che prevedeva la visione di Kung Fu Panda, accusato di sostenere la teoria gender. Contrarie tre famiglie.

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Il protagonista ha due padri: uno biologico e uno adottivo. Per questo Mario Adinolfi (direttore della Croce e candidato a sindaco di Roma) aveva accusato la DreamWorks di fare il lavaggio del cervello ai bambini per propagandare la stepchild adoption grazie a Kung Fu Panda, cartone «gender», che ha incassato la sua prima censura.
È accaduto a Perugia, dove i bambini della scuola materna Alfabetagamma erano pronti per andare a vederlo al cinema lunedì 22 marzo in orario scolastico. Ma i genitori di tre alunni non hanno dato il loro consenso perché ritengono, come Adinolfi, che il cartone animato sostenga la teoria del gender.  Per le attività extrascolastiche è richiesta l'adesione unanime della classe: così la 'gita', come confermato dalla dirigente scolastica, è stata annullata.

«GIANNINI: LOTTA ALLE DISCRIMINAZIONI»
«Il tema 'gender' così come è stato discusso nel nostro Paese, è una truffa culturale. Non esiste un tema gender nella scuola e nel dibattito educativo», ha ribadito il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini. Che in merito all'episodio avvenuto a Perugia ha aggiunto: «Esiste una sensibilità alle Pari Opportunità e alla lotta alle discriminazioni che noi stiamo, credo con convinzione e come dovere culturale, cercando di portare avanti».

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