18 Marzo Mar 2016 1724 18 marzo 2016

Mestruate sì, tassate no

Dopo mesi di battaglie, il governo britannico ha ottenuto dall'Ue il permesso per abolire la tampon tax, l'odioso balzello che considerava gli assorbenti come un bene non primario. Un grande traguardo per le donne inglesi e non solo.

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Finalmente le mestruazioni non saranno più un lusso. O, quantomeno, il governo inglese non ci lucrerà più sopra. Senz'altro ricorderete la battaglia da Laura Croydon e altre tantissime donne britanniche che avevano lanciato una petizione per abolire le tasse sugli assorbenti, considerati beni non essenziali alla pari dei fiori di zucchero commestibili o della manutenzione degli elicotteri privati. Dopo mesi di polemiche, finalmente sembra che si sia giunti a una svolta: l'Unione Europea e il governo britannico hanno raggiunto un accordo grazie al quale il Regno Unito potrà finalmente azzerare la tassa del 5% imposta finora sui prodotti sanitari.

UN CONTENTINO?
Grida vittoria il ministro del Tesoro George Osborne, che dopo mesi di tira e molla è riuscito a ottenere dall'UE ciò che per il popolo britannico, sempre più restio a rimanere in Europa, era diventata una vera e propria battaglia di libertà. L'opposizione minimizza, sostenendo che si tratta solo di un contentino per evitare la tanto temuta Brexit (gli inglesi a giugno si recheranno alle urne per il referendum sulla permanenza nell'UE). Ma, per una ragione o per l'altra, si tratta comunque di un primo importante traguardo per le donne, inglesi e non solo.

FONDI A RISCHIO
Nonostante l'annuncio, infatti, non sono mancate diverse voci critiche. Nei mesi precedenti Osborne, per placare l'ira degli elettori, aveva suggerito di usare i soldi dell'iniquo balzello per finanziare iniziative a favore delle donne o centri a loro dedicati, come quelli specializzati nelle violenze domestiche. La proposta aveva fatto ulteriormente infuriare le donne inglesi, a cui, giustamente, sembrava ridicolo dover pagare con i propri soldi servizi che avrebbero dovuto gravare sulle spalle dello Stato. Secondo quanto riportato dalla BBC, comunque, ben 17 milioni di sterline sono già stati elargiti in questo modo, ma c'è chi dalle colonne dell'Independent si chiede che fine faranno questi fondi, e in che modo verranno rimpiazzati. Probabilmente, in nessun modo, e subiranno tagli brutali.

PASSI IN AVANTI ANCHE NEGLI USA
La crociata contro la tampon tax, però, non è limitata all'Oltremanica. Sempre più donne, in tutto il mondo, dall'Australia al Nord America, rivendicano il diritto di non vedere lo Stato fare soldi sul loro corpo. Proprio negli Usa le cose stanno lentamente cambiando. Nelle stesse ore in cui UK e UE trovavano un accordo, la città di Chicago aboliva la tassa, mentre lo Stato di New York cominciava a discuterne seriamente (proprio a New York le scuole hanno cominciato a distribuire assorbenti gratis alle studentesse indigenti).

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