14 Marzo Mar 2016 1718 14 marzo 2016

Quando una donna incinta non vale nulla

Secondo le regole dell'Isis, le prigioniere in gravidanza non possono essere violentate e sfruttate come schiave sessuali. Per questo motivo, contraccezione e aborti forzati sono all'ordine del giorno.

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Uno dei pilastri su cui si basa la sopravvivenza dell'Isis è la tratta delle schiave sessuali. Giovani donne di origini prevalentemente yazide vengono stuprate ripetutamente, vendute e rivendute da un miliziano all'altro. Una forma di schiavitù orribile, 'regolata' dalla fatwa 64, che fissa norme e limiti a questa pratica. Come, ad esempio, il divieto di violentare una donna se questa è incinta. E poiché le donne hanno un valore solo perché stuprabili, i membri dell'Isis somministrano, di continuo, contraccettivi. Per evitare gravidanze indesiderate che farebbero svanire il valore delle proprie schiave.

CONTROLLI SISTEMATICI
Depo-Provera, pillole del giorno dopo, pillole anticoncezionali. Ma anche aborti forzati, tollerati nonostante il divieto esplicito imposto dalla fatwa 64. Lo racconta Rukmini Callimachi in un articolo pubblicato sul New York Times. Le donne che cadono nelle mani dell'Isis mentre sono incinte, possono considerare la gravidanza alla stregua di una vera e propria forma di protezione. Che non è sempre valida, visto che c'è anche chi racconta di essere stata violentata nonostante fosse incinta. E ogni volta che una schiava viene ceduta da un miliziano all'altro, deve sottoporsi al test delle urine per dimostrare di non essere incinta.

I PADRI NON SONO BUONI MILIZIANI
Difficile quantificare la portata della contraccezione forzata imposta dall'Isis. Ciò che è certo, è che i leader del Califfato sognano una generazione di bambini da addestrare secondo i precetti dell'Islam radicale. D'altra parte, anche le spose dei miliziani devono assumere la pillola contraccettiva. Guai se dovessero rimanere incinte dei propri mariti: non si può permettere che dei soldati pronti al martirio estremo tornino sui propri passi pensando al futuro di un eventuale figlio.

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