11 Marzo Mar 2016 1136 11 marzo 2016

«L'harem educava le donne»

Emine, moglie del premier turco Erdogan, è convinta che i ginecei dell'Impero Ottomano preparassero adeguatamente il gentil sesso alla vita. Ma le sue figlie frequentano un'università americana.

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Non bastava Erdogan. Ci mancava anche sua moglie, Emine. Che evidentemente si è già lasciata alle spalle la festa della donna ed è subito rientrata nei ranghi dell'Erdogan-pensiero, lodando gli harem dell'impero ottomano come «una scuola per preparare le donne alla vita». Dichiarazione che fa il paio con quella del marito, risalente proprio all'8 marzo: «Per me la donna è prima di tutto madre».

MA LE FIGLIE STUDIANO IN UN'UNIVERSITÀ USA
Non c'è dubbio che le donne degli harem, in genere, potessero godere di alcuni privilegi rispetto alle donne 'comuni' del mondo esterno. Ma è altrettanto vero che, di fatto, si trattava di vere e proprie prigioniere, schiave. Probabilmente ricevevano sì un'educazione 'di corte', che mirava però a farne non delle donne indipendenti, quanto piuttosto delle perfette dame di compagnia del sovrano uomo. Insomma, da qui a spacciare l'harem come simbolo di emancipazione e crescita femminile, ce ne passa. Colpisce anche che le figlie di Erdogan e della first lady turca frequentino in realtà una università tradizionale come quella dell'Indiana, negli Stati Uniti, che presumibilmente con un harem ha davvero poco a che fare.

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