4 Marzo Mar 2016 1956 04 marzo 2016

Alla ricerca della cattedra perduta

Per partecipare al concorso scuola 2016, in alcuni casi gli aspiranti docenti saranno costretti a vagare da una parte dell'Italia all'altra. Ad esempio, dalla Sardegna al Veneto, o dalla Lombardia alla sicilia. E scoppia la polemica.

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Se siete degli insegnanti e aspirate a una cattedra in Molise, Basilicata e Calabria, preparatevi a fare armi e bagagli. Lo svolgimento delle prove del concorso scuola 2016, infatti, in queste regioni non è previsto, salvo poche e sparute eccezioni. Il ministero dell'Istruzione ha deciso invece di dirottare gli aspiranti docenti verso altre regioni, soprattutto Abruzzo e Calabria, dove sono state allestite le commissioni. E gli insegnanti protestano.

DALLA SARDEGNA AL VENETO
In realtà, si tratta di un problema che potrebbe colpire il Nord quanto il Sud. Il motivo di questi accorpamenti? I candidati non sarebbero abbastanza da giustificare le spese di allestimento di commissioni ad hoc. E così, tocca ai candidati accollarsi l'onere di viaggi ed eventuali pernottamenti. I posti in palio sono più di 60 mila. Tanti, in generale; ma pochi, pochissimi, per alcune classi di concorso. E se in generale gli insegnanti delle scuole primarie e materne possono tirare un sospiro di sollievo, decisamente peggio va ai professori. Come riferisce il Fatto Quotidiano, ai geologi sardi tocca volare fino in Veneto. Tutti coloro che vogliono partecipare al concorso per insegnanti di piano alle scuole medie, devono andare fino in Sicilia, anche se partono, ad esempio, da Milano. Situazioni che sembrano perfette per l'inizio di una commedia, ma che invece sono realtà. Inferociti, ovviamente, gli aspiranti insegnanti: «L’aereo e l’albergo ce li paga Renzi, visto che siamo precari e non abbiamo diritto a ferie retribuite?».

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