22 Febbraio Feb 2016 1116 22 febbraio 2016

Quelli che stanno con la Cirinnà

Jovanotti, Paolo Virzì, Margherita Buy, Roberto Bolle: le firme di 400 personalità del mondo dello spettacolo, della musica e dell'informazione in una lettera-appello per chiedere al parlamento di riconoscere subito le unioni civili.

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«La legge Cirinnà rappresenta, oggi, l’occasione storica di fare un primo passo verso il riconoscimento di diritti civili e umani fondamentali. È tardi per perdersi in strategie politiche». Inizia così la lettera-appello firmata da 400 personalità del mondo della tivù, dell’informazione e dello spettacolo come Jovanotti, Roberto Bolle, Andrea Camilleri, Daria Bignardi, Tiziano Ferro, Paolo Virzì e tanti altri. Che hanno firmato un appello per chiedere al parlamento di approvare il disegno di legge sulle unioni civili. In contemporanea è partita una petizione online su Change.org aperta a tutti.

DOPO I NASTRI ARCOBALENO DI SANREMO
Come ha raccontato a Repubblica il promotore dell’iniziativa, l’artista e scrittore Sebastiano Mauri, con l’aiuto dello psichiatra Vittorio Lingiardi e dell’attore Filippo Timi, «tutto è nato dopo Sanremo. Con un semplice passaparola fra amici siamo arrivati a più di 400 adesioni, segno che la mia frustrazione è condivisa da tanti esponenti mediatici della cultura e dell’imprenditoria italiane». Da Claudio Amendola ad Asia Argento, dalla scrittrice Silvia Avallone, a Malika Ayane, Margherita Buy, Victoria Cabello, Laura Chiatti,  Geppy Cucciari, Max Gazzè: tutti uniti con una sola richiesta: approvare al più presto il ddl. «Accorgersi di un’ingiustizia e correggerla a metà, significa perpetuarla è insufficiente non essere razzisti, omofobi o sessisti, è necessario essere operosi nella lotta contro il razzismo, l’omofobia o il sessismo, combatterli ovunque si celino, soprattutto attraverso gli strumenti legislativi in mano al parlamento».

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