25 Gennaio Gen 2016 1754 25 gennaio 2016

Gli atleti trans? Non devono più operarsi

Il Comitato olimpico internazionale ha stabilito che per chi gareggia non sarà più necessario sottoporsi a un intervento chirurgico di cambio di sesso: basterà una terapia ormonale.

  • ...
ATHLETICS-ASIA-IND

Una rivoluzione di genere nello sport che mette in campo nuove disposizioni per quanto riguarda gli atleti transgender. E destinata a far discutere. Il Cio, il comitato Olimpico Internazionale, ha stabilito che fin dalla prossima Olimpiade (prevista a Rio) sarà possibile gareggiare tra le donne (se originariamente uomo) o viceversa, senza doversi sottoporre preventivamente a un intervento chirurgico di cambio di sesso, come era necessario finora. La decisione, che probabilmente scatenerà non poche polemiche, è stata presa dopo che alcuni casi di iperandroginismo come quello della velocista indiana Dutee Chand (nella foto), e prima ancora dell’ottocentista sudafricana Caster Semenya, avevano generato dei dubbi sulla categoria di appartenenza di alcuni atleti.

DIPENDE DAL TESTOSTERONE
Le linee guida del Comitato non sono regole vere e proprie: piuttosto vogliono riempire un vuoto legislativo, visto che in molti casi le singole federazioni non hanno una normativa in materia. Se le precedenti linee guida (risalenti al 2003) prevedevano esclusivamente l’intervento chirurgico seguito da almeno due anni di terapia ormonale, adesso si tiene conto del livello di testosterone, come indicatore che dirà se l’atleta dovrà gareggiare nella categoria maschile o in quella femminile. Tale livello dovrà però essere raggiunto almeno un anno prima dell’evento sportivo al quale si prende parte.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso