19 Gennaio Gen 2016 1259 19 gennaio 2016

Bullismo, cosa sta facendo il Parlamento?

Secondo gli ultimi dati gli abusi sono in aumento, ma il disegno di legge che esamina e definisce il problema (senza assumere posizioni sanzionatorie) approvato nel 2015 al Senato, è fermo alla Camera.

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«Non ce la facevo a dire al mondo quanto soffrivo, per questo ho deciso di farla finita. A scuola proprio non ci potevo tornare». Sono le parole di una ragazzina di Pordenone vittima di bullismo eviva per miracolo dopo essersi lanciata dal balcone di casa sua. Si tratta soltanto dell'ultimo dei numerosi casi di giovani che tentano (e spesso trovano) il suicidio per sfuggire all'angoscia di essere derisi e oltraggiati.

LE VITTIME DI BULLISMO SONO PER LA MAGGIOR PARTE RAGAZZE
Secondo i dati tratti dall'ultimo rapporto sul bullismo dell'Istat e riportati da Il Fatto Quotidiano, tra i ragazzi che usano cellulare e internet, il 5,9 per cento ha denunciato di avere subìto prepotenze tramite sms, mail, chat o social network. Secondo le statistiche, che riguardano soprattutto adolescenti tra i 14 e i 17 anni, la maggior parte delle vittime sono ragazze: il 7,1% contro il 4,6 dei ragazzi. I dati non tengono conto, ovviamente, di chi non denuncia, ma secondo quanto riportato, più di nove adolescenti su 10 usano il cellulare, la metà usa un computer, sette su 10 usano internet.

L'ABUSO DI POTERE E IL DESIDERIO DI DOMINARE 
Il sito dei Carabinieri definisce 'comportamento bullo' «un tipo di azione che mira deliberatamente a far del male o a danneggiare. Spesso è persistente ed è difficile difendersi per coloro che ne sono vittime». Inoltre, si legge, la maggior parte degli atti di sopraffazione nascono «da un abuso di potere e un desiderio di intimidire e dominare». Secondo i dati della Polizia Postale, nel 2015, in Italia (Paese nel quale non esistono i reati di bullismo e cyberbullismo), ci sono state 6 denunce per stalking, 36 per diffamazione online, 18 per ingiurie, 16 per molestie e 59 per furto di identità digitale.

IL DISEGNO DI LEGGE FERMO ALLA CAMERA
Nel maggio del 2015 il Senato ha approvato un disegno di legge (attualmente fermo alla Camera) che analizza il problema senza però assumere posizioni sanzionatorie: definisce il fenomeno di cyberbullismo, regola la rimozione dei contenuti offensivi dalla rete, stabilisce quando debba intervenire il Garante della privacy e introduce una misura di 'ammonimento' nel caso di reati commessi da minorenni ma con età superiore ai 14 anni. Prevede inoltre il potenziamento dell'educazione nelle scuole e l'istituzione di un tavolo interministeriale permanente per contrastare il fenomeno.

«PER FACEBOOK IL CYBERBULLISMO È UN TEMA PRIORITARIO»
Laura Bononcini, Head of Public Policy di Facebook Italia, ha affermato che per il social network il cyberbullismo è un tema prioritario e l'obiettivo è quello di «trovare un giusto equilibrio tra la necessità di garantire la possibilità di esprimersi liberamente e tutelare tutti gli utenti, in particolare i giovani». L'azienda ha già una procedura per la rimozione dei contenuti che avviene tramite 'segnalazione' dell'utente il quale ha la possibilità di spiegare il motivo della sua comunicazione affidando poi agli analisti del social il compito di decidere se rimuovere o meno l'oggetto indicato (in base alla policy del gruppo).

ANCHE TWITTER HA INASPRITO LA SUA POLICY
Anche Twitter ha inasprito il proprio regolamento, soprattutto per i tweet che ricadono sotto la definizione di 'cattiva condotta'. Il social network ha aggiunto nuove restrizioni, segnalando (e specificando) i comportamenti che possono portare alla sospensione dell'account, con particolare attenzione alle 'condotte d'odio'.

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