9 Dicembre Dic 2015 0942 09 dicembre 2015

Il sessismo non si combatte a colpi di phon

Per promuovere la cultura scientifica tra le donne, IBM ha lanciato una campagna dove le invita a smontare i propri asciugacapelli. Facendo infuriare scienziate e ingegnere.

  • ...
sessismo_phon_hackerare

«Hackerate il vostro phon». O una piastra per capelli, a questo punto. O una lavatrice. La campagna lanciata nell'ottobre 2015 dal colosso dell'informatica IBM per promuovere la cultura scientifica tra la popolazione femminile non solo ha fallito clamorosamente nel suo obiettivo, ma ha anche maldestramente rinforzato, in un colpo solo, tutti gli stereotipi che impediscono alle donne di intraprendere una carriera negli ambiti della medicina, dell'ingegneria e delle scienze in generale. Perché, a quanto pare, secondo IBM il massimo della tecnologia a cui le donne possono aspirare è quella dell'asciugacapelli. Idea che non poteva avere altro risultato se non quello di scatenare un mare di polemiche.

SMONTARE UN PHON? MEGLIO COMBATTERE IL CANCRO
L'indignazione della rete, stavolta, è arrivata a due mesi di distanza dal lancio della campagna, grazie ai tweet di alcune scienziate che, riprendendo l'hashtag #HackAHairDyer, hanno rivelato che, prima di smontare un phon, devono portare a termine una serie di compiti ben più rilevanti: «La riparazione dell'asciugacapelli la lascio agli uomini, io sono troppo occupata nelle nanotecnologie per la lotta contro il cancro», scrive @upulie. C'è poi chi fa notare che nessuno chiederebbe mai a degli uomini di smontare e rimontare i loro rasoi elettrici per entrare nel mondo della scienza, o chi posta la foto di Margaret Hamilton a fianco della montagna di pagine di codice da lei scritte per far sì che l'uomo arrivasse sulla Luna: decisamente «troppo occupata per cazzeggiare con un asciugacapelli».

IL PROBLEMA NON È DELLE DONNE
Il risultato? IBM è corsa precipitosamente ai ripari cancellando tweet, video e qualsiasi altro tipo di materiale legato alla campagna. Quindi è arrivato un messaggio di scuse: «Grazie per i riscontri sulla nostra campagna. Vi abbiamo sentito e chiediamo scusa per non aver centrato il punto della faccenda. Promettiamo di fare meglio in futuro». La sensazione è che IBM non ha compreso come, probabilmente, non sono tanto le donne a non essere interessate alle materie scientifiche, ma è l'ambiente scientifico a respingere, con simili comportamenti, buona parte delle ragazze che in realtà amerebbero lavorare nel settore tecnologico. A dimostrazione che, anche dopo la vicenda #ILookLikeAnEngineer, rimane ancora molta strada da fare.
Tweet riguardo #hackthehairdryer

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso