10 Novembre Nov 2015 1342 10 novembre 2015

La Lombardia contro l'aborto

Due ginecologi su tre sono obiettori di coscienza. Motivo per cui la Regione spende oltre 250 mila euro l'anno per stipendiare i medici a gettone, ovvero pagati per prestazione.

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Secondo i dati forniti dal ministero della Salute in Lombardia due ginecologi su tre sono obiettori di coscienza. La conseguenza è che la Regione spende la bellezza di 250 mila euro l'anno per pagare i medici a gettone e quindi assicurare, nelle strutture pubbliche, l'esecuzione delle interruzioni di gravidanza. Infatti, come spiega il quotidiano La Repubblica, gli ospedali, per poter rispettare gli obblighi della legge 194, devono per forza ricorrere a medici pagati per prestazione, oltre a quelli già assunti che però non praticano aborti.

OSPEDALI CON TASSO DI OBIEZIONE AL 100%
I dati sono stati raccolti dal gruppo del Partito democratico in Lombardia, che ha fatto i conti su quanti sono i ginecologi obiettori di coscienza in ogni ospedale della Regione. I risultati sono sconcertanti: in sette ospedali il tasso di obiezione è del 100%, e solo in otto strutture (di cui due a Milano) scende sotto al 50. Ospedali privati fuorilegge quindi, perchè la legge 194 prevede che l'interruzione di gravidanza debba essere praticata a chi la richiede. Solo a Milano nel 2014 è stato speso poco meno della metà (106mila euro) del budget totale destinato dal Pirellone ai medici a gettone: al primo posto l'ospedale Niguarda, dove ogni anno il capitolo vale 80 mila euro. Fuori dai confini del capoluogo lombardo, la situazione si fa ancora più difficile: sono sette le strutture con un tasso pari al 100% di medici obiettori di coscienza.

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