9 Novembre Nov 2015 1342 09 novembre 2015

«Ho adottato il mio uomo»

Volevano sposarsi quando il matrimonio gay era illegale negli Usa. Così Nino Esposito e Drew Bosee erano diventati padre e figlio per ottenere gli stessi diritti delle coppie etero. Ma ora che le nozze gay sono sdoganate non possono goderne.

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coppia

Amanti e conviventi, ma sulla carta padre e figlio. Una storia assurda quella di una coppia omosessuale americana, Nino Esposito, 78 anni, e Drew Bosee, 68, che si amano da 45. Si conobbero a Pittsburgh nel  lontano 1970, e da allora divennero una coppia inseparabile. Che però non aveva mai potuto convolare a nozze. Così i due pensarono a una strategia che potesse permettere loro di godere dei diritti legali sull’altro: hanno avviato le pratiche per l'adozione e nel 2013 sono diventati padre e figlio: l’unica possibilità che la legge offriva. «L'unica opzione che avevamo al momento era questa. Era una sorta di completamento legale a cui avevamo sempre aspirato. Non che ci sentissimo padre e figlio, ma eravamo come una famiglia. E il processo di adozione era molto semplice», ha spiegato Drew all’Huffington Post. Solo un paio di anni più tardi, però, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha legalizzato i matrimoni gay negli Stati Uniti: Nino e Drew avrebbero finalmente potuto sposarsi. Ma lo Stato non consente di poter annullare l’adozione e, naturalmente, padre e figlio non possono unirsi in matrimonio.

IL CASO IN TRIBUNALE
E ora? Il loro avvocato presenterà il caso davanti a tre giudici della Corte Suprema, per chiedere di non essere più legalmente padre e figlio e di potersi sposare. A giugno, un giudice ha negato la loro richiesta, chiedendo che la situazione fosse valutata da giurisdizioni superiori. Il pronunciamento della Corte Suprema è previsto all'inizio del 2016.

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