2 Novembre Nov 2015 1905 02 novembre 2015

Con WhatsApp la nostra privacy è a rischio?

Secondo uno studio delle Università di Brno e di New Haven la risposta è affermativa. L'app raccoglierebbe infatti diversi dati delle telefonate: dai numeri chiamati alla durata delle conversazioni.

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Le conversazioni che ci si scambiano su WhatsApp sono davvero private? Secondo uno studio delle università di Brno e di New Haven, non esattamente. Il servizio di messaggistica istantanea che conta quasi un miliardo di utenti attivi al mese - raccoglierebbe infatti diversi dati delle telefonate: dai numeri chiamati alla durata delle conversazioni. I ricercatori hanno tradotto i sistemi per criptare i dati usati dall'applicazione scoprendo il tipo di informazioni raccolte e trasmesse sui server.
Gli esperti hanno rilevato che le comunicazioni via WhatsApp possono essere utilizzate nel corso di un'indagine, con la produzione di informazioni e dati con rilevanza forense. Gli studiosi hanno analizzato una delle ultime funzioni della piattaforma, quella disponibile da pochi mesi per effettuare chiamate via internet ad altri utenti della chat. I dati registrati da WhatsApp non sono diversi da quelli di una compagnia telefonica, ma dal momento che le telefonate Voip passano da internet ci sono anche informazioni aggiuntive, come l'indirizzo Ip personale. Inoltre, facendo parte dell'ecosistema di Facebook, la piattaforma aggiunge dati alla mole di informazioni già raccolta dal social network.

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