16 Ottobre Ott 2015 1901 16 ottobre 2015

Il tradimento paga

A una settimana dalle nozze, un uomo ha scoperto la relazione tra la sua fidanzata e un collega. Ha così fatto annullare le nozze, ma la Cassazione gli ha imposto di risarcire la mancata sposa.

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Essere vittima di tradimento non è un motivo valido per annullare le nozze. Soprattutto se manca solo una settimana e la sposa fedifraga ha già provveduto a comprare l'abito da sposa. L'ha scoperto, a sue spese (è il caso di dirlo), un quasi-marito di Firenze. Scoperto il tradimento della sua amata con un collega di lavoro, ha mandato all'aria il matrimonio. Ed è stato condannato a risarcire con 16mila euro la sposa.

IL GIUSTIFICATO MOTIVO
Secondo la Terza sezione civile della Cassazione di Firenze, come riportato da Libero, per far saltare un matrimonio è necessario «dimostrare l'esistenza di un giustificato motivo per il suo finale rifiuto di matrimonio e che tale onere non era stato adempiuto». Ne deriva che il tradimento non è un motivo valido per annullare le nozze. Il mancato sposo, infatti, ha dovuto pagare anche le spese di ristrutturazione e per l'acquisto degli arredi già sostenute dalla compagna. Come si suol dire, cornuto e mazziato.

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