12 Ottobre Ott 2015 1143 12 ottobre 2015

Meglio orfani che con un genitore single

In India le suore della congrezione religiosa fondata da Madre Teresa di Calcutta hanno chiuso i centri di adozione. Perchè un nuovo regolamento del governo apre ai divorziati e ai separati.

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Missionary sisters of St. Teresa of Calc

«Nel mondo le persone sono tutte uguali. Sono persone da amare, hanno tutte fame d’amore», diceva Madre Teresa di Calcutta.
Ma se ognuno di noi deve essere amato e l'amore di Dio non ha confini, a quanto pare la misericordia sì. Ben definiti, anche. Almeno per quanto riguarda la Chiesa.
In India le Missionarie della Carità, congregazione religiosa fondata da Madre Teresa di Calcutta, hanno annunciato la chiusura volontaria indei centri di adozione non potendo accettare il nuovo regolamento del governo che permette di adottare bambini anche a single, divorziati e separati. Una decisione che si porta dietro riflessi anche internazionali, compresa l'Italia, dove erano molte le coppie che, utilizzando canali religiosi, giungevano fino alle Missionarie della Carità per coronare il sogno di adottare un bambino.
IL GOVERNO INDIANO APRE ALLE ADOZIONI AI SINGLE
Il ministero per lo Sviluppo della Donna e del Bambino, guidato da Maneka Gandhi, ha ristrutturato a luglio tutte le procedure riguardanti la gestione e l'adottabilità di bambini orfani o abbandonati, che risalivano al 19esimo secolo. Sono nate per questo le nuove 'Direttive regolanti l'adozione dei bambini, 2015' che fra le altre cose prevedono che i futuri genitori, indiani o stranieri in una posizione di parità, possano accedere ad una banca dati onine di bimbi disponibili, e quindi avviare la richiesta su internet. Ma, innovando radicalmente rispetto al passato, è stato stabilito che la scelta degli aspiranti genitori possa avvenire non rispetto a un singolo bambino offerto, ma in una rosa di cinque o sei. E che la richiesta possa essere presentata non solo da coppie sposate, ma anche da donne single e da persone divorziate o separate. Questa, apparentemente, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso portando alla decisione delle Missionarie di gettare la spugna e di sospendere l'attività, chiudendo i centri gestiti in comune con le associazioni locali.

LE SUORE: «UN'ESPERIENZA CHE TERMINA PER VOLONTÀ DI DIO»
Una decisione presa il 15 agosto, quasi subito dopo aver ricevuto il testo delle direttive ministeriali, ma che è stata tenuta segreta fino al 10 ottobre. E diffusa solo dopo aver letto che la ministro Gandhi aveva ammonito giovedì le religiose a non decidere le adozioni «sulla base di ragioni ideologiche». Così, in un comunicato diffuso alla stampa, la congregazione ha sostenuto che «nello spirito dell'azione cominciata da Madre Teresa, ci risulta molto difficile rispettare tutte le disposizioni previste» dal nuovo regolamento. «Il nostro lavoro di adozione», osserva ancora il comunicato, cominciato da Madre Teresa, «è stata una esperienza fruttuosa ed arricchente che ha cambiato la vita di migliaia di persone. Siamo grate a Dio per averci permesso di servirlo attraverso questa attività per molti anni. E ci è chiaro che è la volontà di Dio che questa abbia fine».

ITALIA AL SECONDO POSTO PER IL NUMERO DI ADOZIONI
Data la notorietà di Madre Teresa in Italia, molte coppie negli ultimi 15 anni hanno fatto ricorso all'organizzazione delle Missionarie della Carità che dal 2000 hanno facilitato il trasferimento in Italia di 459 bambini. A questo riguardo nel 2014 il ministero per lo Sviluppo della Donna e del Bambino ha reso noto che l'Italia era al secondo posto dietro agli Usa per numero di bimbi indiani adottati.: 117 (di cui ben 90 di sesso femminile) nel periodo fra aprile 2013 e luglio 2014.

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